domenica 23 ottobre 2016

un nuovo dì

È una delle rare poesie tranquille dove il consueto pessimismo del poeta lascia il posto ad una visione quasi idilliaca della realtà. Due soltanto sono i sensi interessati: la vista e l’udito. I versi  sono caratterizzati da  alcune riprese  della  congiunzione  e che danno alla poesia  un ritmo maestoso, quasi biblico, e dalla ripetizione dei verbi s’ode e sorge / sorgi.

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S’ode
da lungi
un rintocco di squilla,
e s’ode
di virginea fanciulla
            un dolce canto.
            Allora
            il buòn villàn
            dal caro letto sorge,
            e sorge il falegname,
e il fabbro
che l’opra sua riprende.
Sorgi anche tu,
chè un nuovo dì
t’attende!

Metrica: Tre strofe di cinque versi liberi con enjambement.
Titolo: Costituisce il tema di fondo.
v.1-12: Il poeta s’immagina che vi siano ipotetici spettatori che ascoltano e vedono le varie sequenze sviluppate nella lirica. La squilla (arcaismo) è la campana. Nelle poesie di M. Palazzini i suoni sono spesso indistinti e creano l’effetto del vago e dell’indeterminato qui evidenziato dall’avverbio da lungi. Sode e sode sono una anafora. I versi 5 - 8 hanno una valenza positiva: la fanciulla è vista nel suo pieno candore virginea, il canto è dolce, il contadino è buòn, il letto è caro. Il verbo sorge conferisce al villàn, al falegname e al fabbro un alone di grandiosità, come fossero astri che, con la loro luce, riscaldano la terra. Sono in effetti i personaggi più amati dal poeta perchè umili e perché, per loro, la vita è ancora più difficile. Letto sorge / e sorge il falegname sono un chiasmo.
v.13-15: La poesia si chiude con un’esortazione ad un ipotetico interlocutore, affinchè anch’egli riprenda il suo lavoro. Significativo è l’aggettivo  nuovo che  fa intravvedere la speranza di un futuro migliore. 

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