È una delle rare poesie
tranquille dove il consueto pessimismo del poeta lascia il posto ad una
visione quasi idilliaca della realtà. Due soltanto sono i sensi interessati: la
vista e l’udito. I versi sono caratterizzati da alcune riprese della congiunzione e che danno
alla poesia un ritmo maestoso, quasi
biblico, e dalla ripetizione
dei verbi s’ode e sorge / sorgi.
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10
15
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S’ode
da lungi
un rintocco di squilla,
e s’ode
di virginea fanciulla
un dolce canto.
Allora
il buòn villàn
dal caro letto sorge,
e sorge il falegname,
e il fabbro
che l’opra sua riprende.
Sorgi anche tu,
chè un nuovo dì
t’attende!
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Metrica: Tre strofe di cinque
versi liberi con enjambement.
Titolo: Costituisce il tema di
fondo.
v.1-12: Il poeta s’immagina che vi
siano ipotetici spettatori che ascoltano e vedono le varie sequenze sviluppate
nella lirica. La squilla (arcaismo) è
la campana. Nelle poesie di M. Palazzini i suoni sono spesso indistinti e
creano l’effetto del vago e dell’indeterminato qui evidenziato dall’avverbio da lungi. S’ode e s’ode sono una anafora. I versi 5 - 8
hanno una valenza positiva: la fanciulla
è vista nel suo pieno candore virginea,
il canto è dolce, il contadino è buòn,
il letto è caro. Il verbo sorge conferisce
al villàn, al falegname e al fabbro un
alone di grandiosità, come fossero astri che, con la loro luce, riscaldano la
terra. Sono in effetti i personaggi più amati dal poeta perchè umili e perché,
per loro, la vita è ancora più difficile. Letto
sorge / e sorge il falegname sono un chiasmo.
v.13-15: La poesia si chiude con
un’esortazione ad un ipotetico interlocutore, affinchè anch’egli riprenda il
suo lavoro. Significativo è l’aggettivo nuovo
che fa intravvedere la speranza di un futuro migliore.
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