È anche questa una lirica
fortemente simbolica. Ne sono protagonisti un biscazziere baro e un giocatore
che, ignaro dell’inganno, continua a giocare e a perdere.
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Di certo è un baro
quel biscazzièr
che dà le carte,
perchè
nella manica sua
gli assi nasconde.
Il giocatòr che punta,
assai s’impegna
a guadagnàr la posta
messa in palio,
e impreca,
e si dispera,
e non si accorge
che ogni sforzo è vano,
e tenta
e ritenta mille volte,
...però quegli assi,
non li trova mai!
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Metrica: Tre strofe con versi
liberi e enjambement.
Titolo: È emblematico del tema di
fondo.
v. 1-6: La poesia inizia con l’affermazione
di certo che indica una verità
indiscutibile, perchè deriva direttamente dall’esperienza del poeta il quale
ha già sperimentato sulla sua pelle gli inganni della Natura, come si può
leggere in molte delle sue poesie. Sotto le spoglie del biscazzièr / che / gli assi nasconde, si cela infatti la
Natura matrigna con i suoi continui inganni e le sue bugiarde promesse. Le carte con gli assi
dovrebbero essere le possibilità
che la vita offre ma, in quanto truccate, l’uomo risulta sempre perdente.
v.7-18: Il
giocatòr che punta e che s’impegna è l’umanità che cerca di
sbarcare il lunario, che si dà fare per raggiungere le agognate mete,
rappresentate dalla posta / messa in palio. Gli inganni della Natura sono
spesso ben celati e risulta vano ogni sforzo e non serve imprecare e
nemmeno ritentare mille volte, perchè
gli assi sono nella manica del baro,
cioè della Natura matrigna.
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