La lirica si apre con una
similitudine che paragona il tempo di questa terra ad una palude che è piena di
guai. In effetti, l’uomo è afflitto da mille tormenti che gli sono procurati dall’incessante opera della
Natura matrigna.
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Come fiume amaro
che lento scorre
dentro la palude,
così trascorre il
tempo
il pover’ uomo
afflitto
dai problemi
quotidiani.
L’un
soffre
per
l’opra sua fallita,
l’altro piange
il
seme suo perduto,
un terzo langue
per l’ambita casa.
Così, a nessuno è dato
un viver quieto
nella terra avita,
perchè lo strano Fato
che ci guida,
s’ingegna solo
a complicàr la vita!
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Metrica: Tre strofe di versi
liberi con alcune rime e enjambement.
Titolo: Dà il tema di fondo.
v.1-7: La poesia è contrassegnata
da connotazioni negative che evidenziano la pessima vita dell’uomo su questa
terra, amaro, palude, pover’, afflitto,
problemi. Lento evidenzia lo
scorrere quasi impalpabile, ma inarrestabile del tempo. Trascorre è
riferito al tempo, e indica, altresì,
la fatica che occorre per vivere. Anche la
palude, che è putrida e puzzolente, accresce il senso del disagio.
v.8-16: Questi versi illustrano
sinteticamente i mali che affliggono l’umanità. L’opra sua fallita allude al lavoro andato male. Opra è un latinismo. Il seme suo è una metafora per il figlio
morto. L’ambita casa è quella che
tutti sognano, ma pochi riescono ad avere.
La terra avita è quella dei
padri e degli avi.
v.17-20: Come nella maggiòr parte
delle poesie, la conclusione spetta al poeta che la fa con la solita
pessimistica ironia: il destino che ci guida, cioè la Natura matrigna,
ci mette tutto il suo
ingegno,
ma solo per complicàr la vita.
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