lunedì 24 ottobre 2016

tribolazioni quotidiane

La lirica si apre con una similitudine che paragona il tempo di questa terra ad una palude che è piena di guai. In effetti, l’uomo è afflitto da  mille tormenti che  gli sono procurati dall’incessante opera della Natura matrigna.

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Come fiume amaro 
che lento scorre 
dentro la palude,
così trascorre il tempo 
il pover’ uomo 
afflitto 
dai problemi quotidiani. 
          L’un soffre
          per l’opra sua fallita, 
          l’altro piange
il seme suo perduto, 
un terzo langue 
per l’ambita casa.
Così, a nessuno è dato
un viver quieto 
nella terra avita,
perchè lo strano Fato
che ci guida,
s’ingegna solo 
a complicàr la vita! 

Metrica: Tre strofe di versi liberi con alcune rime e enjambement.
Titolo: Dà il tema di fondo.
v.1-7: La poesia è contrassegnata da connotazioni negative che evidenziano la pessima vita dell’uomo su questa terra, amaro, palude, pover’, afflitto, problemi. Lento evidenzia lo scorrere quasi impalpabile, ma inarrestabile del tempo. Trascorre è riferito al tempo, e indica, altresì, la fatica che occorre per vivere. Anche la palude, che è putrida e puzzolente, accresce il senso del disagio.
v.8-16: Questi versi illustrano sinteticamente i mali che affliggono l’umanità. L’opra sua fallita allude al lavoro andato male. Opra è un latinismo. Il seme suo è una metafora per il figlio morto. L’ambita casa è quella che tutti sognano, ma pochi riescono ad avere.  La terra avita è quella dei padri e degli avi.
v.17-20: Come nella maggiòr parte delle poesie, la conclusione spetta al poeta che la fa con la solita pessimistica ironia: il destino che ci guida, cioè la Natura matrigna, ci mette tutto il suo
ingegno, ma solo per complicàr la vita

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