lunedì 24 ottobre 2016

trasfigurazione panica

La poesia vuol rappresentare, emblematicamente, un processo catartico che però non si perfeziona interamente, perché solo la donna lo porta a compimento, annullandosi nella natura.
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Un profumo
intenso
di resina,
e tu
che correvi
più leggiera,
nella pineta
silente.
Io
ti chiamai
senza risposta.
Come petali
scossi
dal vento,
ad una ad una
si scioglievan
le vesti,
e poi,
ti perdesti
nel fitto
del verde.

Metrica: Cinque strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: È il tema di fondo.
v.1-8:  La poesia si apre con un tono tra il mistico e il religioso dato dal profumo / intenso / di resina che ricorda quello dell’incenso usato in molte cerimonie antiche e attuali. La donna corre più leggiera perché il processo catartico è già iniziato, favorito dal silenzio della pineta. Il tu del verso quattro si contrappone all’io del verso nove a significare che i due protagonisti seguono un percorso diverso. I primi quattro versi sono ellittici: sono sottintesi c’era e c’eri.
v.9-11: L’uomo io chiama la donna tu, che non risponde. Ciò sta a significare che egli è rimasto fuori dal rito iniziatico della purificazione, che invece lei, ha già decisamente intrapreso.
v.12-21: Le vesti che si sciolgono ad una ad una rappresentano allegoricamente la liberazione da tutto ciò che è terreno, che non permetterebbe il completo raggiungimento del processo panico che invece si perfeziona con la donna che diventa parte integrante della vegetazione ti perdesti / nel fitto del verde. Il panismo è infatti il completo annullamento nella natura.


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