lunedì 24 ottobre 2016

salto di stagione


È una poesia dedicata al primo uomo, Adamo, che  non ha mai conosciuto la fanciullezza perchè è nato già adulto.

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Da quel lontano dì
che Dio ti fece,
un calice amaro
hai tu bevuto, 
perchè
fu grave colpa
il nascer uomo. 
         Non trascorresti mai 
         l’età più bella, 
nè mai ti rivestisti
del candòr
che non fa il male, 
ma subito mostrasti 
quell’ardire 
per cui tuo Padre
            ti punisce ancora. 
Forse per questo 
tu non puoi cambiare, 
perchè uomo nascesti, 
...e non bambino!

Metrica: Tre strofe con versi liberi con enjambement.
Titolo: Dà il tema di fondo.
v.1-7: Questi   versi   alludono  alla   creazione  di   Adamo, che   fu
plasmato già adulto. Il calice amaro è una metafora che simboleggia la punizione per il peccato commesso la grave colpa
v.8-16: Viene  spiegato  in  questa  strofa  quale  fu  la  colpa, quella
appunto di nascer uomo. Questo stato di fatto non ha infatti permesso ad Adamo di vivere la fanciullezza, qui resa con la metafora l’età più bella e non gli ha consentito di avere la caratteristica tipica del bambino, il candòr / che non fa il male (metafora per innocenza). Adamo infatti, ha subito manifestato la sua propensione al male mangiando il frutto proibito, evidenziato dai versi l’ardire / per cui tuo Padre / ti punisce ancora. L’ardire allude anche all’avèr osato sfidare Dio.
v.17-20: La conclusione spetta sempre al poeta che dà una sua interpretazione del comportamento di Adamo e dei suoi discendenti: l’esser appunto nato uomo / …e non bambino.  



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