È una poesia dedicata al primo
uomo, Adamo, che non ha mai conosciuto
la fanciullezza perchè è nato già adulto.
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Da quel lontano dì
che Dio ti fece,
un calice amaro
hai tu bevuto,
perchè
fu grave colpa
il nascer uomo.
Non
trascorresti mai
l’età più bella,
nè mai ti rivestisti
del candòr
che non fa il male,
ma subito mostrasti
quell’ardire
per cui tuo Padre
ti punisce ancora.
Forse per questo
tu non puoi
cambiare,
perchè uomo
nascesti,
...e non bambino!
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Metrica: Tre strofe con versi
liberi con enjambement.
Titolo: Dà il tema di fondo.
v.1-7: Questi versi alludono alla creazione di Adamo, che fu
plasmato
già adulto. Il calice amaro è una
metafora che simboleggia la punizione per il peccato commesso la grave colpa.
v.8-16:
Viene spiegato in questa strofa quale fu la colpa,
quella
appunto
di nascer uomo. Questo stato di fatto
non ha infatti permesso ad Adamo di vivere la fanciullezza, qui resa con la
metafora l’età più bella e non gli
ha consentito di avere la caratteristica tipica del bambino, il candòr / che non
fa il male (metafora per innocenza). Adamo infatti, ha subito manifestato
la sua propensione al male mangiando
il frutto proibito, evidenziato dai versi l’ardire
/ per cui tuo Padre / ti punisce ancora. L’ardire allude anche all’avèr osato sfidare Dio.
v.17-20: La conclusione spetta
sempre al poeta che dà una sua interpretazione del comportamento di Adamo e dei
suoi discendenti: l’esser appunto nato uomo
/ …e non bambino.
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