La poesia ha per oggetto il
fluire inarrestabile del tempo, che è qui simboleggiato dall’intercalare del dì
e della notte. Il titolo (panta rei) è ripreso dalla filosofia eraclitea e
significa letteralmente tutto scorre.
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Vago dal monte
un romòr
giunge
di squilla.
Già la notte
succede alla sera,
dorme stanca
ogni creatura
e tacita
è la campagna:
solo si ode
il respiro del
tempo.
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Metrica: Tre strofe di varia
lunghezza con versi liberi e enjambement.
v.1-4: La campana squilla (arcaismo) annuncia il vespro.
Il suono viene da lontano dal monte,
ed è appena percepito vago. La parola
romòr è tronca: le due erre
(allitterazione) riproducono il vibrare dei rintocchi e prolungano l’azione nel
tempo e nello spazio.
v.5-12: Questi versi pongono
l’attenzione su un momento importante della vita: il riposo, qui simboleggiato
dalla notte di cui rimane
protagonista solo il tempo (metafora
che indica il trascorrere della vita), che instancabile, continua il suo
cammino. Respiro (antropomorfizzazione) allude al suo incessante fluire.
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