lunedì 24 ottobre 2016

panta rei

La poesia ha per oggetto il fluire inarrestabile del tempo, che è qui simboleggiato dall’intercalare del dì e della notte. Il titolo (panta rei) è ripreso dalla filosofia eraclitea e significa letteralmente tutto scorre.

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Vago dal monte
un romòr 
giunge 
di squilla.
       Già la notte
       succede alla sera, 
       dorme stanca 
       ogni creatura 
       e tacita 
       è la campagna:
solo si ode 
il respiro del tempo. 

Metrica: Tre strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
v.1-4: La campana squilla (arcaismo) annuncia il vespro. Il suono viene da lontano dal monte, ed è appena percepito vago. La parola romòr è tronca: le due erre (allitterazione) riproducono il vibrare dei rintocchi e prolungano l’azione nel tempo e nello spazio.
v.5-12: Questi versi pongono l’attenzione su un momento importante della vita: il riposo, qui simboleggiato dalla notte di cui rimane protagonista solo il tempo (metafora che indica il trascorrere della vita), che instancabile, continua il suo cammino.  Respiro (antropomorfizzazione) allude al suo incessante fluire.


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