È una poesia che mira a
screditare tutti coloro che parlano con parole altisonanti e troppo spesso
prive di significato.
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A volte,
la parola
che suona
e che non crea,
è più assordante
del rumòr
del tuono.
Allora,
forse
convièn
tenèr
la
bocca chiusa,
perché,
se è vero
che d’argento
è il verbo,
il
silenzio
di
sicuro
è
d’oro.
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Metrica:
Quattro strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo:
È una metafora per silenzio e parola.
v.1-7:
Il poeta questa volta se la prende con tutti quelli che, per
mettersi in mostra, usano parole altisonanti e
ampollose, spesso a sproposito, e molto spesso prive di un reale
significato suona e non crea. Per chi, come Palazzini, è abituato a
dare alle parole il giusto significato e il giusto peso, esse sono
un’offesa per le orecchie più assordante / del rumòr / del tuono.
v.8-18:
Questi versi costituiscono il commento e la naturale conclusione della poesia:
se si deve aprire la bocca solo per fare uscire il fiato, è molto meglio
tacere, perché, come afferma un noto proverbio, la parola verbo
(latinismo) è d’argento, ma il silenzio / è d’oro.
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