lunedì 24 ottobre 2016

oro e argento

È una poesia che mira a screditare tutti coloro che parlano con parole altisonanti e troppo spesso prive di significato.

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A volte,
la parola
che suona
e che non crea,
è più assordante
del rumòr
del tuono.
Allora,
forse
convièn tenèr
la bocca chiusa,
perché,
se è vero
che d’argento
è il verbo,
il silenzio
di sicuro
è d’oro.

Metrica: Quattro strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: È una metafora per silenzio e parola.
v.1-7: Il  poeta  questa  volta se  la  prende  con tutti  quelli  che, per
mettersi in mostra, usano parole altisonanti e ampollose, spesso a sproposito, e molto spesso prive di un reale significato suona non crea.  Per chi, come Palazzini, è abituato a dare alle parole il giusto significato e il giusto peso, esse sono un’offesa per le orecchie più assordante / del rumòr / del tuono.
v.8-18: Questi versi costituiscono il commento e la naturale conclusione della poesia: se si deve aprire la bocca solo per fare uscire il fiato, è molto meglio tacere, perché, come afferma un noto proverbio, la parola verbo (latinismo) è dargento, ma il silenzio / è doro.


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