OBLÍO
La poesia svolge un tema che ritorna con prepotente insistenza nei versi del poeta: quello della
Natura matrigna che, consapevolmente, inganna e illude i suoi figli. Il
protagonista è lasciato volutamente nell’anonimato, non si sa neppure se sia
uomo o donna, perchè questo non ha comunque nessuna importanza, dal momento che
l’azione distruttrice della Natura è rivolta indistintamente contro tutti gli
esseri viventi.
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Certo
tu non rammenti
quel tempo
in cui fiorivi alla vita,
chè ora
la nera terra
ti copre,
e freddo un marmo
hai per mantello!
Quante speranze,
quali gioie,
Natura bugiarda
ti promise!
Ma
un cupo morbo
ti vinse,
e subito cadesti,
allo spiràr primo
del vento.
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Metrica: Sei terzine con versi a
schema libero e enjambement.
Titolo: È emblematico: con la
morte tutto si cancella e vie ne
inesorabilmente dimenticato.
v.1-18: Anche in questa lirica si
ignora chi sia il protagonista. Si intuisce che comunque si tratta di persona
giovane a cui prematuramente è stata strappata la vita. La donna o l’uomo non ricordano perchè morti, ma per loro il
poeta rammenta le promesse ingannatrici della Natura: speranze e gioie. La drammaticità dell’evento è
data dalla stridente contrapposizione tra fiorivi
alla vita / nera terra / freddo un
marmo. Marmo per tomba è una metonimia. Le speranze e le gioie
dovrebbero essere prerogativa della vita,
ma all’uomo sono troppo spesso negate. Il ma
sta da solo nel verso per evidenziare il contrasto tra le promesse e il dato di
fatto. Il cupo morbo è una metafora
che indica una qualunque malattia che stronca la vita. Il subito accresce
la velocità con cui il fatto si manifesta ampliata dal cadesti, che indica un movimento repentino dall’alto verso il basso,
in questo caso dalla vita alla morte.
Lo spiràr / del vento simboleggia il
trascorrere dell’esistenza e l’azione incessante della Natura con i suoi esiti sempre negativi. Spiràr ricorda anche l’ultimo
respiro prima della morte.
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