È una poesia che ha come tema i
ricordi che ci accompagnano per tutta la vita.
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A volte
ci assale
la voce del silenzio,
eco
di ricordi lontani
quasi persi
nell’oceano
del tempo,
riminescenze vaghe, forse,
ma il passato
non si cancella:
è dentro di noi.
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Metrica:
Unica strofa di dodici versi a schema ibero con enjambement.
Titolo:
Allude al fatto che i ricordi, specialmente quelli lontani, sono spesso
labili e confusi.
v.1-12:
Accade un po’ a tutti di ascoltare qualche volta la voce del silenzio
(ossimoro). Il ci del v.2 non è, come potrebbe sembrare, un plurale
maiestatis, ma sta ad indicare che la sensazione che prova il poeta è comune
alla maggior parte degli uomini. Questa voce è la nostra coscienza, la
nostra esperienza, il nostro vissuto, è dentro di noi e ci parla
sempre, anche se molte volte non ce ne accorgiamo, ora in modo sommesso, ora
con più insistenza ci assale. Molti ricordi sembrano cancellati
persi o forse nascosti tra i meandri della nostra coscienza, ma è
su di loro che si fonda la nostra vita attuale, essi ci permettono di vivere il
presente e ci proiettano anche nel futuro. Quello che siamo oggi è senza dubbio
il risultato di ciò che siamo stati: il passato non si può cancellare,
vive perennemente in noi.
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