Come in molte poesie di M.
Palazzini l’ambientazione è notturna. Il
tema di fondo è dato dalla nevicata che tutto copre e rende indefinibili cielo
e terra.
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Pallida
s’affaccia la luna
sulla valle addormentata.
Solo una gelida brezza
muove le cime
degli abeti giganti,
che infreddoliti,
cercano riparo
sui fianchi del monte.
Poi anche il vento tace
e il cielo si veste
di un bianco candore.
Lenti i fiocchi
cominciano a cadere,
e, nella notte
ormai muta,
cielo e terra si
confondono
in un unico colore.
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Metrica: Tre sestine con versi
liberi e enjambement.
Titolo: Dà il tema di fondo.
v.1-9: La poesia si apre con la luna che si alza sulla valle. Pallida è una
antropomorfizzazione e si riferisce al suo colore chiaro. S’affaccia come per non
disturbare il sonno della valle addormentata. L’ambientazione è quasi idilliaca, appena
temperata dalla gelida brezza e dall’aggettivo
infreddoliti. Giganti, riferito all’altezza degli
abeti, amplifica la grandiosità della scena. Anche il monte è antropomorfizzato: sembra un
padre che protegge i figli
con il
suo calore.
v.10-12: Il poi introduce il cambiamento con la neve, unica protagonista della
scena, che è lasciata al solo senso della vista. Il colore dominante è il bianco. Tace e si veste riferiti
al vento e al cielo costituiscono un’ antropomorfizzazione.
v.13-18: Questi versi, dominati
dal silenzio, si colorano di connotazioni quasi surreali con i fiocchi che cadono lenti e la notte / ormai muta. Il cielo
e la terra perdono le loro
peculiarità e si fondono in un colore monocromatico. Cielo e terra sono un ossimoro.
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