lunedì 24 ottobre 2016

nevicata notturna

Come in molte poesie di M. Palazzini l’ambientazione è  notturna. Il tema di fondo è dato dalla nevicata che tutto copre e rende indefinibili cielo e terra.

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Pallida
s’affaccia la luna
sulla valle addormentata.
Solo una gelida brezza
muove le cime
degli abeti giganti,
            che infreddoliti,
            cercano riparo
            sui fianchi del monte.
            Poi anche il vento tace
            e il cielo si veste
            di un bianco candore.
Lenti i fiocchi
cominciano a cadere,
e, nella notte
ormai muta,
cielo e terra si confondono
in un unico colore.

Metrica: Tre sestine con versi liberi e enjambement.
Titolo: Dà il tema di fondo.
v.1-9: La poesia si apre con la luna che si alza sulla valle. Pallida è una antropomorfizzazione e si riferisce al suo colore chiaro. Saffaccia come per non disturbare il sonno della valle addormentata.  L’ambientazione è quasi idilliaca, appena temperata dalla gelida brezza e dall’aggettivo infreddoliti. Giganti, riferito all’altezza degli abeti, amplifica la grandiosità della scena. Anche il monte è antropomorfizzato: sembra un padre che protegge i figli
con il suo calore.
v.10-12: Il poi introduce il cambiamento con la neve, unica protagonista della scena, che è lasciata al solo senso della vista. Il colore dominante è il bianco. Tace e si veste riferiti al vento e al cielo costituiscono un’ antropomorfizzazione.
v.13-18: Questi versi, dominati dal silenzio, si colorano di connotazioni quasi surreali con i fiocchi che cadono lenti e la notte / ormai muta. Il cielo e la terra perdono le loro peculiarità e si fondono in un colore monocromatico. Cielo e terra sono un ossimoro.


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