È una lirica che il poeta dedica
al suo cane. Viene messo in evidenza soprattutto il grande affetto che si può
instaurare tra un uomo e un animale, un rapporto fatto di mute intese e di
grande complicità.
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Dal fortunato dì
che c’incontrammo
in quella stanza
buia,
tra noi
gran simpatia
s’è generata.
Or, quando mi vedi,
di viva luce
brillan gli occhi tuoi
e di mille espressioni
il tuo volto si colora.
Subito
mi corri incontro
festosa
col tuo incedere
elegante
e sulle mie
ginocchia
ti siedi,
bramosa delle mie
carezze!
La mia mano
affonda
nella tua calda pelliccia,
e tu m’implori,
mai paga.
E poi,
dopo la mensa,
ti stendi accanto a
me,
e mi riscaldi
con il tuo tepore.
Grande
è il tuo amore,
assoluta
la tua dedizione,
chè sol per me
tu vivi,
piccola creatura!
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Metrica: Sei strofe di varia
lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: È il nome del cane.
v.1-6: Fortunato ha un doppio significato: sta ad indicare che l’incontro
tra il poeta e il cane è stato alla stesso tempo casuale e felice. La stanza buia è il luogo del canile
municipale in cui è avvenuto l’incontro, ma qui evidenzia anche la mutata condizione dell’animale che è passato dall’oscurità di un canile alla luce di una
famiglia, simboleggiata dalla gran
simpatia.
v.7-11: La nuova situazione del
cane è introdotta da or, posto in
posizione preminente nel verso. Questa strofa mostra la felicità della bestiola
che, con il suo atteggiamento, sembra ringraziare il gesto del nuovo compagno. Al solo vederlo i suoi occhi
brillano e di mille espressioni
il suo volto si colora. Volto è un’ antropomorfizzazione e mille sta a significare lo smisurato affetto del cane.
v.12-17: Subito evidenzia il desiderio di Mica di ricevere le carezze
del padrone. Molto antropomorfizzata è la figura dell’animale, vista quasi
come un figlio che si siede sulle ginocchia
del padre.
v.18-27: La strofa descrive
sinteticamente le coccole tra ‛proprietario’ e animale che non è mai pago del contatto umano È
consuetudine del poeta la pennichella post - pranzo. Mica partecipa attivamente alla vita del padrone e dimostra il
suo affetto scaldandolo mentre riposa.
v.28-34: La poesia si chiude con
l’esaltazione dell’amore e della dedizione del cane, che fanno commuovere
il poeta, stupito che una così piccola
creatura possa cambiare un’ esistenza.
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