martedì 25 ottobre 2016

musica celeste

È una poesia di ambientazione notturna con la luna che si alza dal mare e gli animali della notte che entrano in attività, qui rappresentati dalle rane e dal grillo. La tranquillità della sera viene interrotta dal rumore del tuono che annuncia il temporale e costringe gli animali a rifugiarsi nelle loro tane. Solo la pioggia rimane protagonista della notte. La lirica si basa su due soli sensi: la vista e l’udito.

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Dalla sonante onda del mare 
tacita si leva la luna, 
e tremula una luce 
illumina la notte. 
        Allora, dalla forra remota, 
        di rane un gracidàr roco 
        si sente, 
        e risuona del grillo
        monotono il canto 
        nella campagna silente. 
Ma improvviso 
un bagliore scuote la notte, 
e minaccioso il tuono 
bubbola  lontano. 
        Ratta s’immerge la rana 
        nel fangoso limo 
        e presto il grillo 
        guadagna la sicura tana. 
E poi cade la pioggia, 
e sola, 
nella notte, 
s’ode 
la musica celeste. 

Metrica: Cinque strofe di varia lunghezza, con versi a schema libero e enjambement.
Titolo: È una metafora e si riferisce al cadèr della pioggia.
v.1-4: La poesia si apre con la luna che però non sorge dal monte, come avviene di solito nelle liriche del poeta, ma dal mare. La luna ha connotazioni positive tacita, tremula, illumina, che fanno pensare ad una notte tranquilla d’estate. Il participio sonante, con la ripetizione delle enne (allitterazione), imita il rumore dell’onda nel suo movimento sulla risacca. Il verbo illumina dà l’idea di un cielo completamente sereno.
v.5-10: Sono protagonisti di questi versi gli animali. La rana e il grillo emettono i loro caratteristici suoni. Il gracidare della rana è messo in evidenza dalla ripetizione delle erre nei versi 5 e 6 (allitterazione). Roco si riferisce alla cadenza ritmica del suono emesso. Monotono va inteso nel suo significato etimologico, cioè fatto di un solo suono. Il silenzio della campagna esalta il canto degli animali.
v.11-14: Questa strofa introduce il cambiamento evidenziato dal ma posto all’inizio del verso. Il lampo e il tuono ne sono i protagonisti. Improvviso dà l’idea della velocità dell’evento, che sembra quasi svegliare e disturbare scuote, una notte così tranquilla. Il tuono minaccioso e il bagliore preannunciano la pioggia. Lontano indica che il cambiamento sta arrivando. Bubbola è una voce onomatopeica che, con le allitterazioni delle B, imita il rumore del tuono.
v.15-18: I versi sono incentrati sulla reazione che hanno gli animali all’arrivo della pioggia. La rana si immerge veloce ratta. Il fangoso limo è la metafora dello stagno e dà l’idea dell’acqua ferma e piena di alghe. Fangoso si riferisce anche al fatto che l’acqua è torbida, e per questo, la rana vi si sente protetta. Presto, detto del grillo, è un aggettivo che allude al rapido movimento con cui si introduce nella tana.
v.19-23: L’ultima strofa è dedicata alla pioggia che rimane assoluta protagonista sola della notte. Musica celeste è una metafora per pioggia. Essa assume le sembianze di un’orchestra che produce suoni armonici musica. Celeste significa non solo che cade dal cielo, ma che è anche benefica vista la stagione estiva.


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