È una poesia di ambientazione
notturna con la luna che si alza dal mare
e gli animali della notte che entrano in attività, qui rappresentati dalle
rane e dal grillo. La tranquillità della sera viene interrotta dal rumore del
tuono che annuncia il temporale e costringe gli animali a rifugiarsi nelle
loro tane. Solo la pioggia rimane protagonista della notte. La lirica si basa su due soli sensi:
la vista e l’udito.
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Dalla sonante onda del
mare
tacita si leva la
luna,
e tremula una luce
illumina la notte.
Allora, dalla forra remota,
di rane un gracidàr roco
si sente,
e risuona del grillo
monotono il canto
nella campagna silente.
Ma improvviso
un bagliore scuote la
notte,
e minaccioso il
tuono
bubbola lontano.
Ratta s’immerge la rana
nel fangoso limo
e presto il grillo
guadagna la sicura tana.
E poi cade la
pioggia,
e sola,
nella notte,
s’ode
la musica celeste.
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Metrica: Cinque strofe di varia
lunghezza, con versi a schema libero e enjambement.
Titolo: È una metafora e si
riferisce al cadèr della pioggia.
v.1-4: La poesia si apre con la luna che però non sorge dal monte,
come avviene di solito nelle liriche del poeta, ma dal mare. La luna ha
connotazioni positive tacita, tremula, illumina, che fanno pensare ad
una notte tranquilla d’estate. Il
participio sonante, con la
ripetizione delle enne (allitterazione), imita il rumore dell’onda nel suo movimento sulla risacca. Il
verbo illumina dà l’idea di un cielo completamente
sereno.
v.5-10: Sono protagonisti di
questi versi gli animali. La rana e
il grillo emettono i loro caratteristici suoni. Il gracidare della rana è messo in evidenza dalla
ripetizione delle erre nei versi 5 e 6 (allitterazione). Roco si riferisce alla cadenza ritmica del suono emesso. Monotono va inteso nel suo significato
etimologico, cioè fatto di un solo suono. Il silenzio della campagna esalta il canto degli animali.
v.11-14: Questa strofa introduce
il cambiamento evidenziato dal ma posto all’inizio del verso. Il lampo
e il tuono ne sono i protagonisti. Improvviso dà l’idea della velocità
dell’evento, che sembra quasi svegliare e disturbare scuote, una notte così
tranquilla. Il tuono minaccioso e
il bagliore preannunciano la pioggia. Lontano indica che il cambiamento sta arrivando. Bubbola è una voce onomatopeica che, con
le allitterazioni delle B, imita il rumore del tuono.
v.15-18: I versi sono incentrati
sulla reazione che hanno gli animali all’arrivo della pioggia. La rana si
immerge veloce ratta. Il fangoso limo è la metafora dello stagno
e dà l’idea dell’acqua ferma e piena di alghe. Fangoso si riferisce anche al fatto che l’acqua è torbida, e per
questo, la rana vi si sente protetta.
Presto, detto del grillo, è un aggettivo che allude al
rapido movimento con cui si introduce nella tana.
v.19-23: L’ultima strofa è
dedicata alla pioggia che rimane
assoluta protagonista sola della notte. Musica celeste è una metafora per pioggia. Essa assume le sembianze di un’orchestra che produce suoni
armonici musica. Celeste significa non solo che cade dal cielo, ma che è anche
benefica vista la stagione estiva.
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