martedì 25 ottobre 2016

metamorfosi

È una delle varie poesie che affrontano il tema della precarietà dell’esistenza, vista attraverso l’ultima stagione della vita dell’uomo, la vecchiaia.

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Con l’amico fidato,
a stento
si muoveva
il vecchierello,
piegato
assai
dal peso
della vita,
ma
il volto fiero,
l’ardire
ancòr
mostrava
di un tempo
già troppo lontano,
oramai
dell’uòm che fu,
vaga memoria.

Metrica: Quattro strofe di varia lunghezza con versi a schema libero e enjambement.
Titolo: Allude ai cambiamenti che si verificano durante l’esistenza, in particolare dalla giovinezza alla vecchiaia.
v.1-8: Il vecchierello rappresenta emblematicamente tutti gli esseri viventi che subiscono, impotenti, l’opera distruttrice della Natura matrigna, espressa attraverso una terminologia fortemente negativa stento, piegato, assai, peso che evidenzia il pessimismo che caratterizza quasi sempre le poesie di Palazzini. Lamico fidato è una metafora per bastone che evoca anche la solitudine, che spesso, accompagna la vecchiaia. L’aggettivo piegato e il sostantivo peso rimarcano la sofferenza e la fatica della vita, appena smorzate dalle più blande espressioni lamico fidato e il vecchierello.
v.9-18: La terza strofa costituisce un ossimoro con la precedente: sono messe in contrapposizione, infatti, due età dello stesso uomo, la vecchiaia con tutte le sue conseguenze negative, e la giovinezza, caratterizzata dall’azione, sintetizzata dalla metafora lardire, che assomma, nello stesso individuo, la forza fisica e la fierezza il volto fiero, che lo hanno caratterizzato in un tempo / già troppo lontano del quale rimane solo un labile ricordo vaga memoria.


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