martedì 25 ottobre 2016

l'ultima voce

La poesia evoca un tempo in cui la disperazione umana è diventata talmente drammatica da essere insopportabile.

1



5




10




15
Come suono
d’argentea arpa,
da lontano
giungeva
flebile
un lamento,
ed altre voci,
come eco
di fragile vento,
degradavan nell’aria
fino a perdersi
nella sera:
null’altro che il pianto,
rimaneva
oramai
a quella umanità
troppo dolente!

Metrica: Tre strofe con versi liberi e enjambement.
Titolo: L’ultima voce è quella d’un’umanità giunta ormai allo stremo delle forze.
v.1-12: Anche questa lirica è ambientata in un tempo indeterminato, ma molto critico per l’umana specie, come si può notare dalle connotazioni fortemente negative che lo evidenziano flebile, lamento, fragile, perdersi. Non è data nessuna spiegazione degli eventi che hanno portato l’umanità a questa estrema condizione che presumibilmente si può attribuire al comportamento sconsiderato degli uomini. È comunque una situazione generalizzata che investe l’intera terra poiché i lamenti giungono da ogni parte rispetto ad un ipotetico osservatore da lontano e da vicino degradavan nellaria. La similitudine che apre la poesia serve a creare un’atmosfera quasi surreale con il suono dell’arpa che implica una melodia che contrasta fortemente con il clima tragico che pervade tutta la poesia.
v.13-17: Gli ultimi versi, oltre che chiudere la lirica, come  spesso avviene, sono lasciati al commento del poeta che, con parole di estrema commozione, sembra partecipare al dolore dell’umanità dolente.


Nessun commento:

Posta un commento