martedì 25 ottobre 2016

l'indifferenza della luna

Anche questa poesia ha per argomento l’indifferenza della divinità per le sorti umane. La Luna, che rappresenta il Dio atarassico, se ne sta in alto nel cielo dove trascorre la sua vita senza affanni. Quando sorge l’alba, e quindi iniziano le quotidiane attività, la Luna sparisce e lascia l’uomo alle prese con le sue tribolazioni.

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O Luna, Luna,
Luna che sali dal monte
a illuminàr la notte, 
dall’alto tu guardi 
le miserie del mondo,
ma sinistra è la tua luce, 
e freddo il tuo calore 
        non feconda la terra,
        e non ti cal di noi, 
        di nostra vita. 
        Tu la notte 
        trascorri senza affanni, 
        e poi svanisci 
        all’apparìr del giorno! 

Metrica: Due strofe di sette versi liberi con enjambement.
Titolo: Costituisce il tema di fondo.
v.1-14: La poesia si apre con una invocazione, quasi un grido disperato, Luna ripetuto per ben tre volte. È quella dell’uomo che guarda verso l’alto, sperando in un aiuto divino. La Luna sta in alto, l’uomo sta in basso, sulla terra, e questa lontananza costituisce un divario insormontabile, sottolineato anche dalla contrapposizione dei termini illuminàr e miserie. La terminologia relativa alla Luna è molto negativa: la sua luce è sinistra, il suo calore freddo e non feconda la terra come una madre sterile. Freddo il tuo calore è un ossimoro.


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