Anche questa poesia ha per
argomento l’indifferenza della divinità per le sorti umane. La Luna, che
rappresenta il Dio atarassico, se ne sta in alto nel cielo dove trascorre la
sua vita senza affanni. Quando sorge
l’alba, e quindi iniziano le quotidiane attività, la Luna sparisce e lascia
l’uomo alle prese con le sue tribolazioni.
|
1
5
10
|
O Luna, Luna,
Luna che sali dal monte
a illuminàr la
notte,
dall’alto tu guardi
le miserie del mondo,
ma sinistra è la tua
luce,
e freddo il tuo calore
non feconda la terra,
e non ti cal di noi,
di nostra vita.
Tu la notte
trascorri senza affanni,
e poi svanisci
all’apparìr del giorno!
|
Metrica: Due strofe di sette
versi liberi con enjambement.
Titolo: Costituisce il tema di
fondo.
v.1-14: La poesia si apre con una
invocazione, quasi un grido disperato, Luna
ripetuto per ben tre volte. È quella dell’uomo che guarda verso l’alto, sperando in un aiuto divino. La Luna sta in alto, l’uomo sta in basso, sulla terra, e questa lontananza costituisce
un divario insormontabile, sottolineato anche dalla contrapposizione dei
termini illuminàr e miserie. La terminologia relativa alla
Luna è molto negativa: la sua luce è
sinistra, il suo calore freddo e non feconda la terra come una madre
sterile. Freddo il tuo calore è un
ossimoro.
Nessun commento:
Posta un commento