martedì 25 ottobre 2016

l'incognita

La poesia affronta uno dei problemi che da sempre hanno assillato l’umanità: il mistero del tempo che è stato ed è campo di indagine della filosofia e della scienza. Il poeta non è nè un filosofo nè uno scienziato, perciò si limita soltanto a porre la questione, perchè anche a lui sfugge una razionale spiegazione: da qui il titolo.

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Sale la luna dal colle
a illuminàr  la notte.
Tacita è la campagna:
non voce umana 
nè di furtivo animale,
si sente. 
        Solo giunge 
        l’alito  pesante 
        del Vento
        che mi reca, 
        da mondi lontani, 
        arcane parole 
        che io non comprendo, 
        chè imperscrutabile 
        è all’uomo
        il mistero del tempo. 

Metrica: Due strofe con versi liberi e enjambement.
v.1-10: Tutta la poesia è strutturata per preparare l’ultimo verso che ne costituisce l’essenza: il mistero del tempo. L’ambientazione è notturna con l’immancabile protagonista del cielo, la luna, e un silenzio che induce alla riflessione. Anche gli animali notturni, che di solito sono attivi, non danno alcùn cenno di vita. Furtivo si riferisce al loro atteggiamento sempre sospettoso. L’unica presenza attiva è quella del Vento che in questo caso rappresenta un’entità negativa, con il suo alito pesante, che è una antropomorfizzazione.
v.11-16: I mondi sono lontani e le parole arcane. Gli aggettivi rimarcano il senso dell’ignoto e del mistero. In particolare lontani evoca anche l’eternità del tempo che esiste sin dall’inizio del mondo. La poesia si conclude con il poeta che si arrende di fronte alla insormontabilità del problema, evidenziata da non comprendo e imperscrutabile.


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