LE FERIE
Anche la natura, come l’uomo, ha
bisogno di riposo: da qui il
titolo. Ai protagonisti della poesia sono attribuite qualità umane: le viti e le piante attendono impazienti il
sopraggiungere dell’inverno, stagione delle loro ferie.
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Nella vigna,
impazienti le viti
l’attendevano,
e le piante
i rami nodosi
protendevano
verso un cielo
sempre più grigio.
Nell’aria
si respirava
l’odore delle foglie
già morte,
...e del gelo.
E giunse
alfìn
l’inverno,
ed ebbe la natura
il suo ristoro.
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Metrica: Tre strofe con versi
liberi e enjambement.
v.1-18: La poesia è costruita,
fin dai primi versi, nell’aspettativa di un evento propizio per la natura:
l’inverno. Le viti e le piante, che
sono molto sensibili ai cambiamento del tempo, lo sentono avvicinarsi e l’attendono
impazienti (antropomorfizzazione). L’inverno si annuncia con le consuete
caratteristiche: un cielo / sempre più
grigio, le foglie / già morte e
il gelo. Finalmente la natura ha le sue ferie (metafora
per riposo).
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