È protagonista della poesia un
elettricista un po’ distratto, amante del canto. Da qui il titolo.
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Possente era la voce
e il guardo fiero.
Quale
novello tenòr,
dall’alto
della scala
intonava
canzoni
e melodie
mentre
piazzava
fili
e lampadine.
Un giorno,
per la grande foga,
un piede mise in fallo
e forte rovinò
battendo il capo.
Così
se ne andò
nell’alto
Cielo,
e
nel coro degli Angeli
fu
assunto,
per
iniziàr tra loro
un
nuovo canto.
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Metrica:
Quattro strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
v.1-2:
La prima strofa, soffermandosi su due soli elementi, la voce e il
guardo, mette in evidenza le caratteristiche del protagonista.
v.3-8:
Questi versi ci fanno capire che si tratta di un elettricista, poiché
installa fili e lampadine e che ha una voce molto versatile in grado
di spaziare dalla musica leggiera canzoni a quella classica melodie.
La scala ha un doppio senso: da un lato è l’attrezzo che serve per
salire in alto, dall’altro vuole evocare il grande teatro dove forse l’elettricista
sognava un giorno di poter cantare.
v.9-19:
La caduta dalla scala per una distrazione gli è fatale.
Viene accolto comunque in Paradiso dove può
continuare a coltivare la sua passione sicuramente ad un livello più alto,
nel coro degli Angeli.
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