mercoledì 26 ottobre 2016

la ritirata

È una delle poesie che meglio esprimono la visione del mondo del poeta. Il contesto è rappresentato da un ambiente rurale molto semplice, fatto di cose quotidiane sempre  identiche, e che tuttavia i protagonisti, come in un teatro, non si stancano mai di recitare. Il personaggio che si cela sotto le spoglie dello zappatore, del buòn villano, della donzelletta, della madre, è semplicemente l’uomo che deve, con ripetuta fatica, procacciarsi il cibo quotidiano. È questa la condizione in cui l’umanità è costretta a vivere la sua esistenza, sempre insicura dell’oggi e del domani, e ogni giorno si ripete, sempre identico, con asfissiante monotonia.

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La squilla del vespro, col suo canto,
invita tutti quanti a cessàr l’opra. 
Allòr il zappatòr sua marra prende 
e il buòn villano spinge avanti i buoi.
         La donzelletta col suo fascio riede
         con le compagne verso il suo paesello
         e discorrendo del trascorso giorno, 
         pensa alla sua casetta, dove attende 
la madre sua per imbandìr il desco. 
Ogni famiglia è unita a consumare
il pasto suo frugàl che, con gran cura,
          s’è  procacciata lavorando un dì, 
          e stanco ognun’ alfìn nel buòn giaciglio 
          per ristoràr le membra sue si stende ! 

Metrica: Sonetto in endecasillabi sciolti con enjambement.
Titolo: Enuncia il tema di fondo.
v.1-4: La squilla (arcaismo) è la campana del paesello che, alla sera, annuncia la fine del lavoro. Cessàr l’opra e marra prende sono un chiasmo. La marra è un tipo di zappa che serve a triturare le zolle.
v.5-8: La donzelletta, di chiara ispirazione leopardiana (francesismo), che parla con le compagne, sottolinea l’affiatamento e il senso di solidarietà che esiste tra la povera gente. I vezzeggiativi paesello e casetta evidenziano l’affetto che nutre l’uo- mo semplice verso le cose care.
v.9-11: Il desco è la tavola. Questi versi evidenziano da un lato il calore che scalda la famiglia unita, dall’altro la povertà tipica della gente umile pasto suo frugàl e la fatica per procurarselo con gran cura. Cura è un latinismo (affanno).
v.12-14: Questa strofa rimarca la fatica che si deve compiere per il pane quotidiano e la spossatezza dovuta ad un intero giorno di lavoro. Giaciglio indica la spartanità del letto. Buòn giaciglio è un ossimoro.


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