È una
poesia dove uomo e natura sono accomunati dalla stessa necessità: il riposo.
Mentre la natura dorme sotto la neve, che qui assume valenza positiva, come una
grande coperta che riscalda le cose, gli uomini sono stretti davanti al
focolare domestico con le donne ed i figli, in attesa di riprendere il
lavoro.
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1 Non suono umano
nè grido di uccello
si sente,
chè tutto la neve ricopre,
5 e il monte
e la valle silente.
Incerto,
nel bianco candore,
lontano
10 si vede del rosso,
e tremulo s’alza nel cielo
un soffio di caldo tepore.
C’è un nido laggiù,
dove strette,
di certo davanti al camino,
15 ciarlano alcune comari
tenendosi in grembo
un bambino,
e uomini
stanchi del fare,
20 che
godono
ancora per poco,
di un breve,
insperato riposo.
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Metrica:
Quattro sestine con versi liberi, alcune rime e enjembement.
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Titolo: Costituisce il tema di
fondo.
v.1-6: I primi versi sono
caratterizzati dal silenzio assoluto:
con la caduta della neve ogni
attività si è fermata. L’uomo, gli uccelli, il monte, la valle
sembrano addormentati.
v.7-24:
La seconda strofa introduce il movimento dato dal tepore che esce dal camino.
Il rosso del casolare è l’unica mac chia di colore che rompe la monocromia del bianco. Rosso per tetto è una metonimia. Il caldo tepore è il simbolo del calore afettivo che caratterizza la
famiglia che si unisce strette nel nido (metafora per casa). Il tenersi in grembo / un bambino evidenzia il legame molto forte che si
instaura tra madre e figlio. Il bambino
rappresenta anche il futuro e la speranza di una vita migliore. Gli uomini, anche se abituati alla fatica, hanno comunque bisogno di riposo stanchi del fare. Ancora per poco fa capire che la nevicata non sarà lunga, e si
dovrà riprendere il lavoro consueto.
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