Interamente costruita su simboli,
la poesia vuol rappresentare la totale condizione di passività dell’uomo nei
confronti della Natura e della Divinità.
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1
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Come lontana eco,
querula
giungeva la voce
di un gabbiano smarrito,
mentre
il mare
intonava
funeste melodie,
con
onde spumeggianti
di
gelida bava
che rovinavano,
con ritmo crescente,
sulla spiaggia indifesa.
Nel cielo
grandi
nuvole nere
imprigionavano
il Sole,
e
fredda era la terra,
…e
senza luce!
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Metrica:
Quattro quartine con versi a schema libero e enjambement.
Titolo:
Allude alla tragica condizione umana.
v.
1-4: Fin da questi primi versi si intuisce che il clima della lirica è pervaso
da un cupo pessimismo. Il gabbiano è infatti smarrrito e la sua voce
è querula (lamentosa), e per di più è appena percepita lontana eco.
Tutta la poesia è costruita sul senso del vago e dell’indeterminato senza
nessun riferimento spazio- temporale che dia precisi riferimenti al lettore.
v.5-11:
Protagonista di questi versi è il mare, che manifesta
tutta la sua terribile potenza sulla terra.
Le connotazioni sono fortemente negative funeste, gelida,
bava, rovinavano, indifesa.
v.12-16:
Gli ultimi versi sono incentrati sul cielo, il Sole e la terra,
anch’essi descritti in un’atmosfera di grande desolazione. Le nuvole sono nere, il Sole
è imprigionato e la terra è fredda / e senza luce. Tutta
la poesia è una grande allegoria che vuole rappresentare il rapporto che
intercorre tra uomo, Natura e Divinità. Il gabbiano smarrito è l’uomo
che deve incessantemente lottare contro una Natura matrigna, qui simboleggiata
dal mare. Gli attributi smarrito e querula denotano un
evidente stato di prostrazione e di sofferenza. Gli ostacoli che la Natura
frappone all’azione umana, sono simbolicamente espressi dalle funeste
melodie, dalle onde spumeggianti e dalla gelida bava. La spiaggia
indifesa rappresenta l’umanità che non ha i mezzi per difendersi dalla
devastante forza della Natura. Il Sole è il simbolo della Divinità che
rimane imprigionata nel suo mondo iperuranico, qui rappresentato dalle nuvole
nere, e che non si cura delle sorti del mondo che viene lasciato in balia
della Natura matrigna, per cui la terra rimane priva dell’interessamento
divino fredda, e quindi senza una logica che guidi gli eventi senza
luce (metafora).
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