È una delle poche poesie ad essa
dedicate, dove la luna non è rappresentata con connotazioni negative, anzi si
evidenzia in lei un sentimento inaspettato: l’amore per una stella. Da qui il titolo.
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A forza
di guardare il cielo,
s’innamorò
la luna
di una stella.
Era
la più lucente
lassù,
sul
firmamento,
ed
ella
non
capiva
come
mai
svanisse
sempre
all’apparìr
del dì.
Smaniosa
tutto il giorno
la cercava
finchè,
fatalmente,
la sera
riappariva.
Così
passaron
gli anni,
e
poi
una
notte,
la
grande stella
più
non si mostrò.
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Metrica:
Quattro strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
v.1-5:
Tutta la poesia è fortemente simbolica: la luna che si
innamora, infatti, vuole allegoricamente rappresentare le aspirazioni, le aspettative e i desideri, emblematicamente
espressi dalla stella, di un’umanità che, nelle poesie di Palazzini, è
sempre, o quasi sempre sofferente.
v.6-14:
La lucentezza della stella rappresenta l’intensità delle aspirazioni
umane, e il fatto che essa appaia e non appaia sul firmamento, i rari
momenti in cui i desideri sono soddisfatti, e i molti in cui purtroppo, non lo
sono. La luna che non comprende ella / non capiva, è il
simbolo dell’umanità che rimane sconcertata di fronte all’atteggiamento
illogico e crudele della Natura che non concede mai agli esseri viventi una
felicità duratura.
v.15-21:
Questi versi mettono in evidenza
l’immane sforzo
dell’uomo, smaniosa / tutto il giorno / la cercava, per raggiungere un seppur
minimo appagamento del desiderio la sera / riappariva. Fatalmente sottolinea
il fatto che le aspirazioni e la felicità non sono prerogativa umana, ma
soltanto inganni tramati dalla Natura matrigna per poter meglio infierire sugli
esseri viventi.
v.22-27:
I versi 22 - 23 simboleggiano l’umanità che si barcamena tra gli alti e i bassi dell’esistenza così
/ passaron gli anni, ma la Natura non concede mai troppo a lungo anche una
mera parvenza di felicità, anzi toglie anche la speranza, la grande stella /
più non si mostrò.
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