È una lirica dove il consueto
pessimismo del poeta lascia il posto ad una velata ironia. È però, ancora una
volta protagonista, anche la Natura matrigna con le sue azioni rivolte a
sconvolgere le attività dell’uomo.
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Per festeggiàr
la festa
del Patrono,
s’eran tutti
riuniti nella piazza.
Allegre
melodie
suonava
la
banda del paese.
I bimbi
scorrazzavano contenti,
e le comari
ciarlavan,
come sempre,
dei vicini.
Ad
arringàr
la
folla
il
primo cittadino
era
già pronto,
e molti
sotto il palco
eran seduti,
quando del temporàl
si udì la voce.
Finì
così
la
festa del paese:
invece
del discorso,
cadde
un
grande battesimo
dal
Cielo.
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Metrica:
Sei strofe con versi liberi e enjambement.
v.1-5:
La poesia è ambientata nella piazza di un piccolo paese dove
solitamente vengono celebrati tutti gli avvenimenti più importanti come la
festa / del Patrono che costituisce il tema di fondo della lirica. Da qui
il titolo. Il tono che governa la poesia è molto pacato, con termini
esclusivamente positivi festeggiàr, festa, Patrono.
v.6-18:
Prosegue in questi versi il tono idilliaco con la banda che suona allegre
melodie, i bimbi contenti, le donne che, come avviene nei piccoli
paesi, parlano ciarlavan dei fatti degli altri vicini. È un
quadretto che descrive, con poche macchie di colore, scene di vita quotidiana
dove non può mancare, in una ricorrenza importante, un discorso ufficiale del
sindaco il primo cittadino (metafora).
v.19-29: Gli ultimi versi sono caratterizzati da un’incalzante ironia
che sembra evidenziare come la Natura impedisca all’uomo di realizzare anche le
cose più semplici: un tuono, la voce del temporal (metafora e
antropomorfizzazione), annuncia l’arrivo della pioggia che innaffia tutti i
presenti grande battesimo / dal Cielo (metafora) e pone fine ai
festeggiamenti.
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