mercoledì 26 ottobre 2016

la festa del patrono

È una lirica dove il consueto pessimismo del poeta lascia il posto ad una velata ironia. È però, ancora una volta protagonista, anche la Natura matrigna con le sue azioni rivolte a sconvolgere le attività dell’uomo.

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Per festeggiàr
la festa
del Patrono,
s’eran tutti
riuniti nella piazza.
Allegre melodie
suonava
la banda del paese.
I bimbi
scorrazzavano contenti,
e le comari
ciarlavan,
come sempre,
dei vicini.
Ad arringàr
la folla
il primo cittadino
era già pronto,
e molti
sotto il palco
eran seduti,
quando del temporàl
si udì la voce.
Finì così
la festa del paese:
invece del discorso,
cadde
un grande battesimo
dal Cielo.

Metrica: Sei strofe con versi liberi e enjambement.
v.1-5: La poesia è ambientata nella piazza di un piccolo paese dove solitamente vengono celebrati tutti gli avvenimenti più importanti come la festa / del Patrono che costituisce il tema di fondo della lirica. Da qui il titolo. Il tono che governa la poesia è molto pacato, con termini esclusivamente positivi festeggiàr, festa, Patrono.
      v.6-18: Prosegue in questi versi il tono idilliaco con la banda che suona allegre melodie, i bimbi contenti, le donne che, come avviene nei piccoli paesi, parlano ciarlavan dei fatti degli altri vicini. È un quadretto che descrive, con poche macchie di colore, scene di vita quotidiana dove non può mancare, in una ricorrenza importante, un discorso ufficiale del sindaco il primo cittadino (metafora).

       v.19-29: Gli ultimi versi sono caratterizzati da un’incalzante ironia che sembra evidenziare come la Natura impedisca all’uomo di realizzare anche le cose più semplici: un tuono, la voce del  temporal (metafora e antropomorfizzazione), annuncia l’arrivo della pioggia che innaffia tutti i presenti grande battesimo / dal Cielo (metafora) e pone fine ai festeggiamenti.

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