È una delle varie poesie che
affrontano il tema del Dio vendicatore
che punisce inesorabilmente i peccati dell’uomo. Da qui il titolo.
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Come tènere canne,
furioso il vento
faceva inginocchiàr
le grandi chiome,
e
in cielo
nuvole
nere,
a
mo’ di grandi monti,
amaro
umore
vomitavan
su
una landa
ormai
piagata.
Durò per molto tempo
quel flagello,
finchè si trasformò
la terra in mare.
Così
l’Alto Volere
si
compiva
del
Vecchio Dio
che
non perdona
chi
non presta obbedienza
alla
sua legge.
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Metrica:
Quattro strofe di varia lunghezza con versi
liberi e enjambement.
v.1-11:
Le prime strofe presentano una Natura che mostra tutta la sua forza
devastatrice: è la potenza di Dio che si serve degli agenti
atmosferici per punire le colpe degli uomini. I suoi strumenti sono in questo
caso il vento e la pioggia, rappresentata dalla metafora amaro umore che
è anche una paranomasia. Il vento è talmente forte da piegare faceva
inginocchiàr anche gli alberi giganteschi espressi dalla sineddoche le grandi chiome. L’inginocchiarsi ricorda altresì l’atteggiamento di
sottomissione verso la Divinità che, quasi sempre, non è rispettato dall’uomo.
Le nuvole, per la loro imponenza, assomigliano a montagne a mo’ di
grandi monti. Amaro allude alle sofferenze che la punizione divina
arreca all’umanità. Il nero, colore del lutto, mette in evidenza l’immane
tragedia che si sta consumando. Vomitavan ingigantisce a dismisura la
quantità di acqua che cade dal cielo. La landa indica
emblematicamente la terra vista ormai nella sua completa desolazione piagata.
v.12-21:
L’azione divina non si ferma finchè il suo progetto non è arrivato a
compimento durò per molto tempo, cioè finche tutta la terra non è
stata completamente sommersa si trasformò / la terra in mare. Il Vecchio
Dio è quello dell’Antico Testamento, un Dio che non ammette
deviazioni dalla legge che Egli ha imposto l’Alto Volere
e che punisce i trasgressori senza misericordia
non perdona.
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