È un giorno qualunque di una
qualunque giornata lavorativa dell’uomo. La poesia ci mostra due aspetti
della natura molto diversi: nella prima parte della lirica la scena è idilliaca
con un cielo tranquillo e le valli brulicanti di vita, nella seconda si assiste
ad un brusco cambiamento con l’arrivo della pioggia, che però, diversamente da
quanto accade di solito, porta un beneficio, perchè procura a tutti un
momento di riposo.
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Come sospese
in irreale stasi,
galleggian
le nuvole nel cielo.
Bianche e maestose,
si ergon
dei monti sulle cime,
e attente,
brulicanti di vita
osservano le valli.
Ognuno
in quest’ameno
giorno
al suo lavoro
attende.
...E poi, repente,
il cièl diventa
scuro
e s’alza forte il
vento!
Una, due, tre gocce
cominciano a cadere,
e infìn,
gran mole d’acqua
scende,
e fa cessare all’uomo
il suo travaglio.
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Metrica: Quattro strofe di varia lunghezza con versi
liberi e enjambement.
Titolo: Enuncia il tema di fondo.
v.1-13: Questi versi costituiscono
la prima parte della poesia. L’imponenza delle nuvole dà l’idea della grandiosità del cielo. Questa volta però, contrariamente a quello che ci si
potrebbe aspettare,si tratta di un cielo
amico. Non c’è il minimo accenno che possa far pensare ad una minaccia, anzi
tutte le connotazioni sono positive: galleggian,
bianche e maestose, attente, osservano. L’irreale stasi sottolinea l’immobilità quasi incredibile di questi
giganti. Le valli / brulicanti di vita sono il simbolo dell’attività
umana. Ameno sottolinea la bellezza
del tempo che favorisce il lavoro.
v.14-23: Introdotto dal verso 14 inizia il cambiamento. Il passaggio è molto veloce
sottolineato dall’avverbio repente
(improvvisamente). La modulazione dei versi diventa più concitata, con
connotazioni negative evidenziate da parole bisillabiche pia- ne, scuro, alza, forte, vento che creano
l’effetto di un ritmo di- scendente e dall’aumento delle virgole che
frammentano il perio- do. La sequenza numerica una, due, tre, evoca il rumore delle prime gocce e costituisce un ossimoro con gran mole. Scende
sottolinea il movimento dall’alto verso il basso e, allegoricamente,
simboleggia l’impotenza dell’uomo nei confronti del cielo. Travaglio è un
francesismo.
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