Il poeta si chiede in questi
versi perché l’uomo, che è l’unico essere dotato di ragione, sia spinto nelle sue azioni ad agire
come un animale guidato solo dall’istinto.
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La forza
che muove
la terra
il cielo
e il mare,
è l’incessante anelito
alla vita.
Per
questo,
ogni
animàl
che
dall’istinto
è
spinto,
è
predatore
e
poi
diventa
preda,
ma
tu,
uomo,
tu,
che possiedi
il ben
dell’intelletto,
tu,
che racchiudi
un’anima
nel cuore,
perché
di
tanto mal
ti
rendi reo?
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Metrica:
Quattro strofe di varia lunghezza con versi a schema libero e enjambement.
Titolo:
È il tema di fondo e costituisce un ossimoro.
v.1-7:
La prima strofa introduce il tema della poesia. Ogni creatura lotta
incessantemente per la sua sopravvivenza spinta da una forza inarrestabile
espressa dalla metafora l’incessante anelito. La terra / il
cielo / e il mare rappresentano simbolicamente tutti i luoghi in cui si
sviluppano la vita e la lotta per l’esistenza.
v.8-14:
La seconda strofa è esplicativa della prima. Essa infatti spiega come è
vissuto, dall’animale, l’anelito / alla vita. L’istinto lo
spinge ad uccidere per necessità ed è a sua volta ucciso, per cui è allo
stesso tempo, preda e predatore.
v.15-28:
L’avversativa ma introduce la condizione umana che è ben diversa da
quella degli altri esseri viventi: l’uomo è infatti l’unico, in tutto
il creato, a possedere la ragione il ben / dell’intelletto
(metafora), per cui sa discernere e consapevolmente scegliere tra il bene e il
male e per di più ad avere un’anima, che solo, lo rende simile a
Dio. I tre tu (anafora), che da soli occupano un verso, sono quasi un
grido disperato che addita la colpevolezza reo dell’uomo che
costantemente e deliberatamente rivolge la sua azione al male, rimarcata anche
dalla domanda retorica che chiude la poesia.
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