mercoledì 26 ottobre 2016

la ballata del trapasso

La poesia ha come tema di fondo l’impotenza dell’uomo nei confronti della morte. Non ci sono volutamente connotazioni spazio-temporali, perchè qui non si vuole far riferimento al trapasso di una precisa persona, ma alla morte in generale, che colpisce indistintamente tutti gli esseri viventi.

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In quel letto sta morendo, 
stan fuggendo i suoi pensieri. 
Tutti quanti stan guardando, 
ma non sanno cosa dire, 
mentre gli occhi di chi muore 
van cercando invano il sole. 
        Mentre suona la campana 
        nel silenzio della sera, 
        s’ode un grido da lontano
        e la morte s’avvicina, 
        mentre gli occhi di chi muore 
        van cercando invano il sole. 
Tengon tutti i volti attenti, 
ma non sanno cosa fare, 
mentre gli occhi di chi muore 
van cercando invano il sole! 

Metrica: Due sestine e una quartina con versi ottonari.
Titolo: Dà il tema di fondo.
v.1-6: La poesia inizia ex abrupto. Gli avvenimenti che precedono il dramma sono volutamente taciuti e tutta l’attenzione è rivolta unicamente verso il morente. Il gerundio morendo sta ad indicare che la morte non è istantanea, e che, anche in questi momenti, si deve soffrire. La sofferenza è aumentata  dalla consapevolezza del moribondo stan fuggendo i suoi pensieri. Dal verso tre la scena si sposta sui presenti, anch’essi consci che il momento è imminente, ma non possono far altro che assistere senza poter far nulla. La tragicità della morte è simboleggiata dagli occhi che cercano il sole, metafora per vita, e dall’avverbio invano. I v. 5-6,
11-12, 15-16 sono un’anafora.
v.7-16: La  scena si svolge di  sera. La campana suona  a morto. La morte è antropomorfizzata, come solitamente avviene nell’immaginario collettivo e da lontano annuncia il suo arrivo con un grido che incute terrore. La poesia si chiude rimarcando ancora una volta il clima pessimistico che caratterizza tutti i versi. Anche in questo caso la Natura matrigna ha dettato la sua legge.
Esaminiamo La ballata del trapasso, una  poesia strutturata in ottonari con alcune assonanze. Indicando con _/  le vocali toniche e con v quelle atoniche, abbiamo il seguente schema:

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Ìn quel lètto stà morèndo
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stàn fuggèndo i suòi pen- sièri
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tùtti quànti stàn guar- dàndo
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mà non sànno còsa fàre
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mèntre gli òcchi dì chi muòre
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vàn cercàndo invàno il sòle
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mèntre suòna la campàna
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nèl  silènzio dèlla sèra
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s’òde un grìdo dà lontàno
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è la  mòrte  s’àvvicìna
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mèntre gli òcchi dì chi muòre
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vàn cercàndo invàno il sòle
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tèngon tùtti i vòlti attènti
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mà non sànno còsa fàre
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mèntre gli òcchi dì chi muòre
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vàn cercàndo invàno il sòle
Come si può notare dalla grafica il ritmo e la musicalità della poesia sono dati dall’alternanza delle vocali lunghe e brevi che all’interno di ogni verso creano un andamento discendente e ascendente. Dal punto di vista metrico ci sono alcune crasi: al v. 2 la o atonica di fuggendo si elide a favore della i successiva (fuggèndi). Ai v.6 - 12 - 16 la o atonica di cercando si elide a favore della i  atonica di invano (cercàndinvàno) e la o atonica di invano si elide a favore della  i atonica di il  (invànil). Al v.13  la i atonica di tutti si elide a favore della i successiva (tùtti vòlti).


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