La lirica ha per oggetto il campo
di azione dell’uomo: la storia. Durante il corso del tempo l’umanità,
mascherandole in vario modo, si è macchiata di molte infamità, che però,
secondo la ‛filosofia’ del poeta, sono la testimonianza della tendenza dell’uomo
a commettere il male.
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1
5
10
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Il fiume della storia
trabocca di sangue
perchè immane
è la crudeltà dell’uomo,
e null’altro che il
pianto
ci resta,
e forse,
una lontana,
vaga
speranza.
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Metrica: Due strofe di cinque
versi liberi e enjambement.
Titolo: Dà il tema di fondo, e cioè
che è un’illusione il credere che
il comportamento dell’uomo possa
cambiare.
v.1-10: La storia è vista come un fiume
che trasporta gli eventi, ma invece dell’acqua, il suo liquido è il sangue che è il simbolo delle atrocità
commesse dalla crudeltà dell’uomo. La poesia è pervasa da un forte
pessimismo, che porta inevitabilmente ad un pianto
disperato. Solo nella parte finale si intravvede una seppùr minima speranza, ma i termini lontana, forse e vaga la rendono
davvero molto labile. L’ultima strofa ha un ritmo molto frazionato, con
addirittura due versi occupati da una sola parola, che indicano uno stato
d’animo palesemente concitato del poeta.
Esaminiamo la poesia Illusione.
Indicando con _/ le vocali lunghe e con
v quelle brevi, abbiamo il seguente schema:
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v
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v
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v
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Il
fiùme dèlla stòria
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trabòcca
di sàngue
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perchè
immàne
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v
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v
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è la
crùdeltà dell’uòmo
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v
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v
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v
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è
null’àltro chè il piànto
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v
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v
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ci
rèsta
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v
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v
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e fòrse
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v
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_/
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v
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ùna
lontàna
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v
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Vàga
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v
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v
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sperànza.
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Come
si vede dalla grafica, si tratta di una poesia a schema libero e quindi
eterogenea dal punto di vista metrico. I versi sono molto diversi per quantità
di sillabe spaziando dal bisillabo all’ottonario. In sei il primo ictus cade
sulla seconda sillaba del primo piede con la scansione breve - lunga creando un
ritmo ascendente, in quattro cade sulla prima con la scansione lunga - breve -
lunga creando un ritmo ascendente, in quattro cade sulla prima con la scansione
lunga - breve creando un ritmo discendente. Nella prima parte prevalgono versi
abbastanza lunghi, nella seconda piuttosto brevi. Al v. 3 c’è una crasi: la e
tonica di perché si elide a favore della i atonica, che diventa così tonica, di
immane (perchìmmàne). Al v. 5 la e tonica di che si elide a favore della i
atonica di il che diventa quindi tonica (chìl).
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