È una
lirica dal chiaro sapore montaliano dove il poeta svolge uno dei temi che gli
sono più cari, quello del male di vivere che dà anche il titolo alla poesia. È
la diretta conseguenza degli effetti che ha la Natura matrigna sull’uomo. Essa
non si limita soltanto a tormentare in tutti i modi gli esseri viventi, ma li
angustia anche con una sorta di influenza continua per cui la vita stessa
diventa sofferenza.
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Non chiedermi
perchè stramazza il
cavallo
sotto la soma,
o langue la foglia
riarsa dal Sole:
non sò!
Non chiedermi
perchè il fratello
uccide il fratello,
perchè l’odio
val più dell’amore:
non sò!
Non chiedermi
perchè le guerre,
e i morbi, e la fame
appestano il mondo:
non sò!
Solo sò
che grande
è il male di vivere.
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Metrica: Quattro strofe di varia
lunghezza con versi senza schema fisso e enjambement.
v.1-6: Il
poeta, come tutti gli esseri viventi, è del tutto impotente di fronte al male di vivere, e non è neppure in grado di rispondere ai quesiti che
riguardano l’esistenza. È per questo che chiede all’ipotetico interlocutore
di non fargli domande. La sua richiesta è perentoria, come sottolineato dall’imperativo
non chiedermi, che ritorna
insistentemente all’inizio di ogni strofa. La sofferenza degli esseri viventi
è sottolineata da termini molto forti stramazza, soma, langue, riarsa. Il verso
che chiude ogni singola strofa è ossitono non
sò con un ritmo ascendente,
per sottolineare la totale incapacità a
rispondere. Non chiedermi e non sò sono anafore.
v.7-12: La seconda strofa
affronta il tema delle lotte fratricide e dell’odio che soverchia l’amore.
Invece di unirsi in un’unica alleanza per tentare di opporsi alla Natura
matrigna, gli uomini si combattono senza quartiere e prediligono l’odio
piuttostochè l’amore.
v.13-20: Come se non bastassero i morbi e la fame a rendere
estremamente complicata la vita dell’uomo, egli si è inventato anche le guerre per aumentare la sua sofferenza. Tutto questo è il male di vivere. Non sò ! solo sò è una paranomasia.
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