mercoledì 26 ottobre 2016

il premio

Anche questa poesia tratta un tema molto caro al poeta, quello della Natura matrigna che si accanisce insistentemente contro un uomo al quale ha già tolto la giovinezza, e, come ricompensa per la sua vita di sacrifici, gli offre vecchiaia, affanni e ancòr peggio, la morte.
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Sotto l’ombra 
della quercia grande 
riposa un uomo tardo
e stanco ormai, 
e nell’oziàr, 
rimembra il tempo 
dell’età più bella, 
        e le fatiche usate  
        nell’antico fare, 
        e pensa alla famiglia, 
        ai figli cari, 
        a tutto quello
        che dovrà lasciare.
Questo
Natura dà
per ricompensa:
solo vecchiaia 
e sempre 
troppi affanni! 

Metrica: Tre strofe con alcune rime, versi a schema libero e enjambement.
Titolo: È fortemente ironico.
v.1-4: I primi versi introducono il protagonista, che in questo caso è un vecchio tardo, che sta riposando all’ombra di una quercia. Grande e tardo indicano una certa somiglianza tra le due vite, entrambe giunte sulla soglia della morte. Stanco evidenzia la vita di sacrifici sopportata dal vecchio.
v.5-13: L’oziàr non è dovuto alla scarsa inclinazione per il lavoro, ma alle forze che ormai l’hanno abbandonato. L’unico conforto che gli rimane è il ripensare alla giovinezza, l’età più bella (metafora), ma nel pensiero compaiono anche ricordi spiacevoli, le fatiche sopportate durante la sua vita antico fare (metafora), e gli affetti che  dovrà lasciare, rappresentati  dalla famiglia e dai figli cari.
v.14-19: Gli ultimi versi sono la naturale conclusione della poesia: la Natura,come ricompensa per una vita di stenti, non può
 che regalarci vecchiaia e affanni.


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