È
una poesia interamente dedicata al comportamento dell’uomo che viene presentato come un essere che, per sua
stessa natura, è destinato a compiere il male. Il titolo allude alle sue
continue ricadute nell’errore.
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Di certo
fosti fatto per il male:
appena nato,
mangiasti il frutto
che ti rese reo,
ed anche il figliuòl tuo
non fu da meno
che, per invidia,
suo fratello uccise.
D’allora in poi,
delle bravate tue
n’è pieno il mare,
e certamente
non avranno fine,
...se una presta Giustizia
non provvede!
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Metrica: Quattro quartine con
versi liberi e enjambement.
v.1-9: L’affermazione di certo, seguita da fosti fatto per il male, caratterizza
subito la peculiarità umana evidenziata fin dalla nascita appena nato. La prima colpa fu di Adamo che mangiò la fatidica mela
il frutto / che ti rese reo. L’uomo,
essendo malvagio, genera figli malvagi. Il
figliuòl tuo è Caino, che uccise
il fratello Abele. I verbi al
perfetto indicano uno stato di fatto incontrovertibile. Fosti fatto è una paranomasìa.
v.10-16: Le bravate sono una metafora che allude alle malefatte umane. N’è
pieno il mare è un eufemismo. La
poesia si conclude con il solito commento ironico dell’autore che è convinto
del mancato interessamento divino per quanto accade nel mondo, anche se si
augura che una veloce presta Giustizia provveda.
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