mercoledì 26 ottobre 2016

il recidivo

È una poesia  interamente  dedicata  al comportamento dell’uomo che  viene presentato come un essere che, per sua stessa natura, è destinato a compiere il male. Il titolo allude alle sue continue ricadute nell’errore.

1



5




10




15
Di certo
fosti fatto per il male:
appena nato,
mangiasti il frutto
            che ti rese reo,
            ed anche il figliuòl tuo
            non fu da meno
            che, per invidia,
suo fratello uccise.
D’allora in poi,
delle bravate tue
n’è pieno il mare,
            e certamente
            non avranno fine,
            ...se una presta Giustizia
            non provvede!

Metrica: Quattro quartine con versi liberi e enjambement.
v.1-9: L’affermazione di certo, seguita da fosti fatto per il male, caratterizza subito la peculiarità umana evidenziata fin dalla nascita appena nato. La prima colpa fu di Adamo che mangiò la fatidica mela il frutto / che ti rese reo. L’uomo, essendo malvagio, genera figli malvagi. Il figliuòl tuo è Caino, che uccise il fratello Abele. I verbi al perfetto indicano uno stato di fatto incontrovertibile. Fosti fatto è una paranomasìa.
v.10-16: Le bravate sono una metafora che allude alle malefatte umane. Nè pieno il mare è un eufemismo. La poesia si conclude con il solito commento ironico dell’autore che è convinto del mancato interessamento divino per quanto accade nel mondo, anche se si augura che una veloce presta Giustizia provveda.


Nessun commento:

Posta un commento