mercoledì 26 ottobre 2016

il predatore più grande

È una poesia di ambientazione notturna in cui sembra che siano protagonisti la Luna e gli animali della notte. In realtà il vero protagonista compare solo negli ultimi versi: l’uomo che, come sempre, è  descritto in  modo negativo poiché la sua azione è rivolta costantemente al male.   

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La fredda falce
della Luna
getta
sulla terra
una sinistra luce.
        In cerca della preda,
        furtivi
        nell’ombra,
      si muovon
        gli animali della notte,
e qua e là,
alte
si sentono
e poi flebili,
le querule voci
delle vittime.
        Dorme per ora
        il predatòr più grande:
        per saziàr
        la  fame sua,
        il nuovo giorno
        attende.

Metrica: Quattro strofe di versi liberi con enjambement.
Titolo: È emblematico del comportamento umano.
v. 1-5: L’ambientazione è notturna con l’immancabile Luna che, come sempre, è descritta con connotazioni negative, fredda, getta, sinistra. La falce ricorda la simbologia con cui è sempre descritta la morte. In particolare getta dà l’idea di un gesto rapido e violento rivolto verso la terra che anticipa quello dei predatori notturni e diurni.
v.6-16: Sono protagonisti di questi versi gli animali della notte che si muovono furtivi / nell’ombra, per non essere scoperti dalle loro vittime il cui ruolo è quello di divenire il pasto dei predatori. I lamenti, espressi dalla metafora le querule voci, che prima sono alte, e poi diventano sempre più deboli flebili perché la vita le sta ormai abbandonando, evidenziano il dramma che si sta consumando.
v.17-22: Gli ultimi versi sono la parte della poesia che più interessa Palazzini: infatti è protagonista l’uomo il predatòr più grande (metafora), che è talmente consapevole della forza delle sue azioni scellerate, che non ha bisogno dell’oscurità della notte per compiere i suoi misfatti, quindi può dormire tranquillo aspettando il giorno. Egli è infatti il predatore più temibile e la sua fame non è paragonabile a quella degli animali della notte che, per il loro pasto, si accontentano di una sola preda, perché la sua è una voracità insaziabile. Fame sua e nuovo giorno sono un chiasmo.


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