giovedì 27 ottobre 2016

il buco nero

La poesia affronta un tema trattato anche in altre liriche: la terra è una prigione dove l’uomo sconta la pena di un reato che egli non sa di aver commesso.

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Per caso in questa cella or mi ritrovo
e insieme a me ci sono tanti rei.
Curioso, chiedo ad un che cosa ha fatto,
ed egli mi risponde :- Non saprei -
Allòr domando a un altro perchè mai
si trova in questo luogo abbandonato,
ma anch’egli non sa dir perchè qui sconta.
Infine un terzo, ch’era più maturo,
trovò la soluzione del mistero:
- Nessuna colpa abbiam commesso noi,
chè nostra unica colpa, è l’esser nati! -

Metrica: Endecasillabi sciolti con enjambement .
Titolo: È una metafora che indica la terra. Buco dà l’idea di qualcosa di scomodo e malagevole per essere abitato e nero si riferisce emblematicamente al colore della vita.
v.1-2: Per caso allude ad un fatto fortuito ed ha una doppia motivazione: da un lato è Dio che ha confinato l’uomo su questa terra, cacciandolo dall’Eden, dall’altro, essendo stato generato, non ha potuto scegliere quando e dove vivere. Cella è una metafora per terra. Mi ritrovo va collegato a per caso e rafforza il concetto di casualità. Il tanti ingigantisce il numero dei rei e quindi dei peccati commessi.
v.3-9: L’ipotetico protagonista cerca di capire la sua situazione chiedendo lumi agli altri reclusi, ma risulta complesso  trovare una risposta adeguata. Abbandonato sottinteso da Dio. Sconta sottinteso la pena. Un altro e un terzo sono numeri simbolici per significare che la domanda è rivolta a una molteplicità di persone. Maturo non solo per l’età, ma anche più sveglio, più intelligente, perchè svela la soluzione del mistero. Dietro al terzo si cela naturalmente il poeta.
v.10-11: Rappresentano la conclusione della poesia: l’unica colpa dell’uomo è quella d’esser nato.

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