È una poesia fortemente ironica
dedicata alla casta dei politici che promettono molto e molto poco
mantengono.
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Eccoli,
tutti quanti
in comode poltrone
accomodati:
son
bianchi
rossi
e
verdi,
grandi
colori
legati
fatalmente
a
una bandiera,
che forte
sta
nel cuòr
degli italiani.
Per
sé
non
chiedon
niente,
si
accontentan
di
molti privilegi,
a te
prometton sempre
mari e monti
che poi
vedi
soltanto
in cartolina.
Strana
progenie:
solo
da uno
li
puoi conoscer tutti!
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Metrica:
Sei strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo:
È molto polemico ed ha un duplice significato: eletti, in quanto
scelti dai votanti, ed eletti in quanti privilegiati della società.
v.1-4:
I protagonisti non sono mai citati espressamente nella poesia perché, secondo
il poeta, non son degni nemmeno di menzione, ma è fin troppo palese di chi si
sta parlando. L’ironia, che scaturisce prepotentemente da ogni verso, è subito
incalzante, sottolineata dai termini comode poltrone e accomodati.
La ripetizione non è pleonastica, ma sta a rimarcare la totale inerzia e mancanza di interesse per il ruolo che i politici dovrebbero esercitare. Il
poeta li addita eccoli, come protagonisti di una scena teatrale in cui
si recita una tragicomica farsa.
v.5-7:
I colori alludono alle varie tendenze politiche che li dovrebbero
differenziare, ma che, in realtà, li rendono uniformi nella loro sconcertante
abulia.
v.8-15:
I colori dei partiti dei parlamentari sono identici a quelli della bandiera
che rappresenta la Nazione, nata per volere di un superiore destino fatalmente,
alla quale gli Italiani si sentono molto emotivamente e storicamente legati,
ma questo sentimento non sembra appartenere anche ai politici.
v.16-27:
In questi versi l’ironia si carica anche di acuto pessimismo sottolineato da una terminologia
che mette in luce gli aspetti peggiori della casta non chiedon / niente / si
accontentan / di molti privilegi /
prometton sempre / mari e monti che vuole molto per sé e quasi mai
mantiene le promesse vedi / soltanto / in cartolina.
v.28-30:
Costituiscono il commento risentito e polemico del poeta che non vede un
rimedio che ci liberi da questa strana
progenie in cui non c’è nessuno che si distingua: solo da uno / li
puoi conoscer tutti.
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