giovedì 27 ottobre 2016

gli eletti

È una poesia fortemente ironica dedicata alla casta dei politici che promettono molto e molto poco mantengono.

1



5




10




15




20




25




30
Eccoli,
tutti quanti
in comode poltrone
accomodati:
son bianchi
rossi
e verdi,
grandi colori
legati
fatalmente
a una bandiera,
che forte
sta
nel cuòr
degli italiani.
Per sé
non chiedon
niente,
si accontentan
di molti privilegi,
a te
prometton sempre
mari e monti
che poi
vedi
soltanto
in cartolina.
Strana progenie:
solo da uno
li puoi conoscer tutti!

Metrica: Sei strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: È molto polemico ed ha un duplice significato: eletti, in quanto scelti dai votanti, ed eletti in quanti privilegiati della società.
v.1-4: I protagonisti non sono mai citati espressamente nella poesia perché, secondo il poeta, non son degni nemmeno di menzione, ma è fin troppo palese di chi si sta parlando. L’ironia, che scaturisce prepotentemente da ogni verso, è subito incalzante, sottolineata dai termini comode poltrone e accomodati. La ripetizione non è pleonastica, ma sta a rimarcare la totale inerzia e mancanza di interesse per il ruolo che i politici dovrebbero esercitare. Il poeta li addita eccoli, come protagonisti di una scena teatrale in cui si recita una tragicomica farsa.
v.5-7: I colori alludono alle varie tendenze politiche che li dovrebbero differenziare, ma che, in realtà, li rendono uniformi nella loro sconcertante abulia.
v.8-15: I colori dei partiti dei parlamentari sono identici a quelli della bandiera che rappresenta la Nazione, nata per volere di un superiore destino fatalmente, alla quale gli Italiani si sentono molto emotivamente e storicamente legati, ma questo sentimento non sembra appartenere anche ai politici.
v.16-27: In questi versi l’ironia si carica anche di acuto  pessimismo sottolineato da una terminologia che mette in luce gli aspetti peggiori della casta non chiedon / niente / si accontentan / di molti  privilegi / prometton sempre / mari e monti che vuole molto per sé e quasi mai mantiene le promesse vedi / soltanto / in cartolina.
v.28-30: Costituiscono il commento risentito e polemico del poeta che non vede un rimedio che ci liberi  da questa strana progenie in cui non c’è nessuno che si distingua: solo da uno / li puoi conoscer tutti.

Nessun commento:

Posta un commento