La notte è solitamente il momento
del riposo. Non è così per il poeta per il quale questo è il tempo più adatto per dare sfogo alle proprie fantasie
mentali. Quando tutto è tranquillo e regna il silenzio, si può evadere dalla
realtà quotidiana e sognare mondi lontani, in cui la vita diventa apparentemente più semplice e più tranquilla.
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A notte
volan
dalla terra
al cielo,
taciti nell’ombra
i miei pensieri,
nè chiudo
al dolce sonno
le pupille.
Lontano vanno,
e ad essi
io m’ accompagno.
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Metrica: Tre quartine con versi
liberi e enjambement.
Titolo: Costituisce il tema di
fondo.
v.1-4: Volan sta ad indicare il completo distacco dalla realtà. Il
percorso che viene seguito va dal basso verso l’alto, dalla terra / al cielo come in una sorta di catarsi,
di purificazione da tutto ciò che è terreno. Terra e cielo sono un
ossimoro.
v.5-9: I pensieri sono taciti perchè sono solo il frutto di una
elucubrazione mentale. L’ombra è qui
il simbolo dell’intimità del poeta. I
pensieri sono solo suoi, come è anche
sottolineato dal possessivo miei, e
sono talmente forti da impedirgli anche il sonno. Le pupille sono una sineddoche per occhi.
v.10-12: I pensieri non hanno un corpo e quindi, possono volare lontano, ma sembra che anche il poeta
possa liberarsi della sua entità fisica e accompagnarsi ad essi.
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