È una lirica in cui il poeta
rimane colpito dalla grandezza e dalla maestosità della natura fino a
smarrirvisi ed annullarvisi. La sensazione vissuta è dunque quella dell’estasi.
Da qui il titolo.
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Come parola calda,
mi giunse la voce
del mare
che infine apparve,
infinito e piano:
ne
bevvi il suo respiro,
....e m’inebriai
d’ immenso!
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Metrica: Due strofe di quattro
versi liberi e enjambement.
v.1-8: Voce e respiro sono
antropomorfizzazioni. Tutta la poesia è pervasa da un senso di calma assoluta e
di rilassatezza spirituale e fisica: il mare che parla con parola calda (sinestesia), infinito
e piano, ne bevvi il suo respiro.
Il mare sembra quasi un mito, la liberazione da un desiderio a lungo anelato
che infine trova
appagamento m’inebriai. L’infinito dà
il senso della vastità in cui il poeta si annulla e concettualmente si ricollega
all’immenso dell’ultimo verso.
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