giovedì 27 ottobre 2016

estasi

È una lirica in cui il poeta rimane colpito dalla grandezza e dalla maestosità della natura fino a smarrirvisi ed annullarvisi. La sensazione vissuta è dunque quella dell’estasi. Da qui il titolo.

1



5

Come parola calda,
mi giunse la voce
del mare
che infine apparve,
            infinito e piano:
ne bevvi il suo respiro,
            ....e m’inebriai
            d’ immenso!

Metrica: Due strofe di quattro versi liberi e enjambement.

v.1-8: Voce e respiro sono antropomorfizzazioni. Tutta la poesia è pervasa da un senso di calma assoluta e di rilassatezza  spirituale e fisica: il mare che parla con parola calda (sinestesia), infinito e piano, ne bevvi il suo respiro. Il mare sembra quasi un  mito, la liberazione da un desiderio a lungo anelato che infine    trova appagamento minebriai. L’infinito dà il senso della vastità in cui il poeta si annulla e concettualmente si ricollega all’immenso dell’ultimo verso.

Nessun commento:

Posta un commento