giovedì 27 ottobre 2016

errore di stampa

La poesia ci presenta un Dio creatore che, con grande zelo, costruisce in varie tappe gli elementi costitutivi della terra, ma che, giunto all’ultimo atto della sua opera, compie un errore che rende vana la sua arte creativa: l’uomo, che doveva essere buono, in realtà si manifesta come un essere malvagio dedito al male.

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In principio era la notte.
E Dio osservò la terra. 
- Non è bene -  disse, 
- che la tenebra  
regni nel mondo:
Sia la luce ! - 
        ...E fu il giorno. 
        E Dio vide che ciò era buono, 
        e fu contento di averlo creato. 
E Dio osservò la terra.
- Non è bene - disse, 
- che sia priva di vita: 
Siano erbe, e piante, ed animali! - 
        ...E fu l’Eden. 
        E  Dio vide che ciò era buono
        e fu contento di averlo creato. 
E Dio osservò la terra: 
- Non è bene - disse, 
che tutto ciò non serva a nessuno: 
- Sia l’uomo signore di tutto! - 
        ...E  fu l’uomo. 
        E Dio osservò la terra 
        e vide che egli non era buono, 
        e si pentì di averlo creato. 
In principio era la notte. 

Metrica: Sette strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: Costituisce il tema di fondo.
I versi 1 e 25 sono identici e conferiscono alla poesia un  andamento circolare.
v.1-9: La prima strofa gioca sulla contrapposizione tra tenebra e luce (ossimoro) che indicano simbolicamente il pre e il post creazione. I versi 7-14-21, che danno la scansione alle strofe, sono costruiti in modo simmetrico, con l’enfatico e fu e le parole piane. I v. 8-9, 15-16, sono identici e costituiscono una sorta di ritornello (anafora). Ai v. 23-24 fanno eccezione il non, che stabilisce la diversa condizione dell’uomo  che, nel progetto divino, doveva essere esente dal male e il si pentì che sottolinea l’errore commesso.
v.10-16: Dopo il giorno viene creata la natura, simboleggiata dalle erbe, dalle piante e dagli animali. L’Eden a cui si allude non è quello del Paradiso Terrestre, ma è semplicemente la terra, prima della creazione dell’uomo.
v-.17-25: Riguardano l’ultimo atto della  creazione relativa
all’essere più evoluto che meglio avrebbe dovuto rappresentare la grandezza di Dio, ma che ha deluso del tutto le sue aspettative dimostrandosi malvagio. La malvagità è infatti la caratteristica che ha distinto l’uomo e lo distingue sin dalle sue origini dagli altri esseri viventi.


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