EVANESCENTE CONSISTENZA
Questa lirica svolge il tema
della vita umana, stretta tra i tanti problemi della quotidianità che ne
complicano la semplice esistenza. La terra è vista come una prigione dalle
sbarre invisi bili, ma dalla quale non è possibile evadere.
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Somiglia questa
terra
a una prigione
dove le sbarre
non di ferro sono,
ma di lacrime fatte
e di dolore.
Là un piccolo fiòr
dal Sole è offeso,
qua una pianta
dal Gelo è inaridita,
ed anche l’uomo
molto spesso è preso
da fastidiosi mali
e grandi guai:
questo
del viver nostro
è il triste fato,
chè
di polvere ed ombra,
siam plasmati.
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Metrica: Tre strofe di varia
lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: È l’emblema
dell’inconsistenza di tutti gli esseri viventi e
dà il tema di fondo alla poesia. È un ossimoro.
v.1- 6: La lirica, fin dai primi
versi, è percorsa da un grande
pessimismo
evidenziato da una terminologia molto negativa: prigione, sbarre, ferro, lacrime, dolore. Le sbarre e il ferro danno l’idea della robustezza di
un carcere dal quale è impossibile evadere.
Da qui le lacrime e il dolore che attanagliano ogni essere vivivente.
v.7-14: La terra è vista nella sua immensa desolazione, simboleggiata dal piccolo fiòr / offeso dal Sole
e dalla pianta inaridita dal Gelo. Anche l’uomo subisce lo stesso
ineluttabile destino, preso / da
fastidiosi mali / e grandi guai.
v.15-20: La poesia termina, come
di abitudine, con le inevitabili riflessioni di Palazzini, sempre cariche di
ironia e pessimismo. Anche questi versi sono caratterizzati da connotazioni
negative: triste, polvere, ombra che
sono l’emblema dell’inconsistenza umana.
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