È una poesia che vuol celebrare, in pochi versi, la nascita della primogenita del
figlio del poeta.
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Come petali
di candida rosa
che si apron
trepidanti
al primo sole,
così
un
nuovo,
tenero,
piccolo
fiore,
con gran rumore
è sbocciato
sul prato verde
della vita.
Benvenuta
Erica,
ti
sia
di
augurio
il
nome!
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Metrica:
Quattro strofe con versi a schema libero e enjambement.
Titolo:
È il nome dato alla bambina.
v.1-5:
La lirica si apre con una similitudine che vuole esprimere, attraverso
connotazioni positive, la gioia dei genitori e dei parenti per il lieto evento. La rosa
candida (bianca, metafora)
allude alla purezza della neonata desiderosa trepidanti, di godere della
nuova vita simboleggiata dal primo sole.
v.6-13:
La bimba è descritta con la metafora tenero
/ piccolo fiore che vuole
evidenziare la commozione suscitata dall’evento. Il gran rumore allude al
travaglio e ai vagiti della neonata,
sbocciata alla vita. Il colore verde del prato è
l’auspicio di una vita sempre
felice.
v.14-17:
La poesia termina con il caldo augurio del poeta affinchè il suo nome le
porti fortuna e la guidi sulla difficile
strada della vita. Erica è
infatti un nome di origine nordica che significa letteralmente sempre
potente.
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