È una delle poesie dedicate allo
scorrere inarrestabile del tempo che prepara all’uomo la vecchiaia e
l’inevitabile morte.
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Veloce, come foglia
che inaridisce
il Sol di primavera,
del giovanìl candòr
trascorre il tempo,
e presta s’avvicina
la vecchiaia
che reca seco
affanni e tanti
guai.
Allora
forse è meglio
uscìr di vita,
...chè nessuna speranza
lascia il Fato.
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Metrica: Due strofe di varia
lunghezza con versi liberi e enjambement.
Titolo: Dà il tema di fondo.
v.1-7: La giovinezza giovanìl candòr (metafora) viene paragonata
alla foglia che il Sole primaverile
fa seccare. Veloce sottolinea la
rapidità del passaggio dalla giovinezza alla vecchiaia. Inaridisce è riferito alla foglia, e allegoricamente, simboleggia l’inevitabile declino verso
l’età della canizie. Il candòr (metafora)
è l’ingenuità tipica della giovinezza. Presta
sta per veloce.
v.8-14: Le caratteristiche della vecchiaia sono schematicamente
rappresentate dagli affanni e dai tanti guai. La poesia termina, come
sempre, con l’amara riflessione del poeta: se si deve vivere male, è meglio morire subito uscìr di vita (metafora), perché il
destino non lascia comunque scampo.
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