giovedì 27 ottobre 2016

compleanno

È una poesia che il poeta dedica al cugino più caro, Carlo, in occasione del suo ottantesimo compleanno.

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Sei tu
della famiglia
la gran pianta.
La candida tua chioma
non cede
all’incalzàr
dei grandi venti,
chè salde ha le radici
e di gran razza.
Ti sia benigno
in questo giorno
il Fato
e, nelle primavere
che verranno,
stai come indomita torre
che non crolla,
perché dei Palazzini
è forte
il seme.

Metrica: Quattro strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
v.1-3: La prima strofa mette in evidenza il ruolo esercitato da Carlo, quello di essere attualmente la gran pianta (metafora), cioè la persona non solo più anziana, ma anche quella più rappresentativa e che gode del maggior prestigio all’interno della fami- glia. Il poeta è infatti ancora molto legato alle vecchie tradizioni e agli antichi valori, tipici di chi viene dalla civiltà contadina, che forse oggi sono finiti nell’oblio.
v.4-9: Attraverso la metafora della gran pianta vengono esplicitate sinteticamente le caratteristiche fisiche candida chioma e morali di Carlo e della gens Palazzini che ha sempre mostrato un atteggiamento fiero e combattivo non cede / allincalzàr/ dei grandi venti e ha solide basi di vita e di moralità salde le radici / e di gran razza.
v.10-16: Questi versi vogliono esprime un caldo augurio non solo per il compleanno, ma anche e soprattutto per una futura lunga vita, le primavere che verranno, dato che il suo fisico è ancora molto reattivo e ancora non piegato dalle vicende della vita indomita torre.
v.17-20: Gli ultimi versi rimarcano le qualità fisiche ed etiche della famiglia, che trae dalle sue origini e dal suo comportamento irreprensibile nel tempo forte il seme, la ragione per proseguire il cammino della vita.


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