È una poesia che il poeta dedica
al cugino più caro, Carlo, in occasione del suo ottantesimo compleanno.
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Sei tu
della famiglia
la gran pianta.
La
candida tua chioma
non
cede
all’incalzàr
dei
grandi venti,
chè
salde ha le radici
e
di gran razza.
Ti sia benigno
in questo giorno
il Fato
e, nelle primavere
che verranno,
stai come indomita torre
che non crolla,
perché
dei Palazzini
è
forte
il
seme.
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Metrica:
Quattro strofe di varia lunghezza con versi liberi e enjambement.
v.1-3:
La prima strofa mette in evidenza il ruolo esercitato da Carlo, quello
di essere attualmente la gran pianta (metafora), cioè la persona non
solo più anziana, ma anche quella più rappresentativa e che gode del maggior
prestigio all’interno della fami- glia. Il poeta è infatti ancora molto
legato alle vecchie tradizioni e agli antichi valori, tipici di chi viene dalla
civiltà contadina, che forse oggi sono finiti nell’oblio.
v.4-9:
Attraverso la metafora della gran pianta vengono esplicitate
sinteticamente le caratteristiche fisiche candida chioma e morali di
Carlo e della gens Palazzini che ha sempre mostrato un atteggiamento fiero e
combattivo non cede / all’incalzàr/ dei grandi venti e ha
solide basi di vita e di moralità salde le radici / e di gran razza.
v.10-16:
Questi versi vogliono esprime un caldo augurio non solo per il compleanno,
ma anche e soprattutto per una futura lunga vita, le primavere che
verranno, dato che il suo fisico è ancora molto reattivo e ancora non
piegato dalle vicende della vita indomita torre.
v.17-20:
Gli ultimi versi rimarcano le qualità fisiche ed etiche della famiglia,
che trae dalle sue origini e dal suo comportamento irreprensibile nel tempo forte
il seme, la ragione per proseguire il cammino della vita.
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