giovedì 27 ottobre 2016

cielo e terra

È una poesia fatta unicamente di simboli e si basa sulla contrapposizione e interrelazione tra Cielo e terra. Il Cielo rappreenta il mondo iperuranico, sede della Divinità, la terra il luogo in cui tribola l’umanità.

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Stracci di nubi fuggenti
e fredde stelle silenti,
in Cielo. 
        In terra, 
        un fioco barlume
        in un tremòr lontano: 
vana speme 
persa nel tempo. 

Metrica: Tre strofe con versi liberi e enjambement.
Titolo: Costituisce il tema di fondo.
v.1-3: Il Cielo è il luogo verso il quale alza gli occhi l’uomo in cerca di aiuto, ma è un Cielo che non dà risposta. In questi versi è descritto come un luogo desolato: le nubi sono rappresentate come stracci e sono fuggenti, come se volessero allontanarsi da chi le sta guardando. Le stelle sono fredde e silenti dimostrando la loro insensibilità verso il mondo. Cielo e terra sono un  ossimoro.
v.4-6: L’unica nota positiva della poesia è data da una luce lontana fioco barlume, ma il termine barlume non dà l’idea di una luce piena, l’aggettivo che lo accompagna, fioco, ne determina la scarsa luminosità, e per di più è lontano. Fioco barlume e tremòr lontano sono un chiasmo. 
v.7-8: La poesia si conclude con parole pregne di forte pessimismo: la speranza è vana e si perde nel tempo. Le tre strofe sono ellittiche: è sottinteso il verbo essere.

Esaminiamo Cielo e Terra.

1° verso  ottosillabico
2° verso  ottosillabico
3° verso trisillabico
4° verso trisillabico
5° verso esasillabico
6° verso eptasillabico
7° verso quadrisillabico
8° verso pentasillabico.

Come si può notare dal numero delle sillabe da cui sono composti i singoli versi, la prima parte della lirica presenta una struttura perfettamente simmetrica con due versi ottosillabici e due trisillabici. Nella seconda parte, dove generalmente interviene ne il poeta per tirare le sue conclusioni, il ritmo diventa instabile, con versi tutti diversi per quantità di sillabe, che evidenziano la concitazione e l’alterazione dell’animo di Palazzini, preda del suo perpetuo pessimismo.
Rappresentando con il segno _/ le vocali  toniche e con il segno v quelle  atoniche, abbiamo il seguente schema:

_/
v
v
_/
v
v
_/
v
Stràcci di nùbi fuggènti
v    
_/
v
_/
v
v
_/
v
e frède stèlle silènti
v
_/
v





in cièlo
v
_/
v





In tèrra
v
_/
v
v
_/
v


un fiòco barlùme
v
_/
v
_/
v
_/
v

in  ùn tremòr lontàno:
_/
v
_/
v




vàna spème
_/
v
v
_/
v



pèrsa nel tèmpo

Come evidenziato dalle grafica, i versi non sono omogenei  e variano daltrisillabo  all’ottonario. I versi 1-7-8 sono caratterizzati dall’ictus iniziale con prevalenza della struttura  lunga - breve
che crea un ritmo discendente - ascendente. I versi 2-3-4-5-6, hanno il  primo piede invertito con la successione breve - lunga, creando un ritmo ascendente - discendente.

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