È una poesia fatta unicamente di
simboli e si basa sulla contrapposizione e interrelazione tra Cielo e terra. Il
Cielo rappreenta il mondo iperuranico, sede della Divinità, la terra il
luogo in cui tribola l’umanità.
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5
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Stracci di nubi fuggenti
e fredde stelle silenti,
in Cielo.
In terra,
un fioco barlume
in un tremòr lontano:
vana speme
persa nel tempo.
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Metrica: Tre strofe con versi
liberi e enjambement.
Titolo:
Costituisce il tema di fondo.
v.1-3: Il Cielo è il luogo verso il quale alza gli occhi l’uomo in cerca di
aiuto, ma è un Cielo che non dà
risposta. In questi versi è descritto come un luogo desolato: le nubi sono rappresentate come stracci e sono fuggenti, come se volessero allontanarsi da chi le sta guardando.
Le stelle sono fredde e silenti
dimostrando la loro insensibilità verso il mondo. Cielo e terra sono un ossimoro.
v.4-6: L’unica nota positiva
della poesia è data da una luce lontana fioco
barlume, ma il termine barlume
non dà l’idea di una luce piena, l’aggettivo che lo accompagna, fioco, ne determina la scarsa
luminosità, e per di più è lontano. Fioco barlume e tremòr lontano sono un chiasmo.
v.7-8: La poesia si conclude con
parole pregne di forte pessimismo: la speranza è vana e si perde nel tempo.
Le tre strofe sono
ellittiche: è sottinteso il verbo essere.
Esaminiamo
Cielo e Terra.
1°
verso ottosillabico
2°
verso ottosillabico
3° verso
trisillabico
4° verso trisillabico
5° verso
esasillabico
6° verso
eptasillabico
7° verso
quadrisillabico
8° verso
pentasillabico.
Come si può notare dal numero
delle sillabe da cui sono composti i singoli versi, la prima parte della lirica
presenta una struttura perfettamente simmetrica con due versi ottosillabici e
due trisillabici. Nella seconda parte, dove generalmente interviene ne il poeta
per tirare le sue conclusioni, il ritmo diventa instabile, con versi tutti
diversi per quantità di sillabe, che evidenziano la concitazione e
l’alterazione dell’animo di Palazzini, preda del suo perpetuo pessimismo.
Rappresentando
con il segno _/ le vocali toniche e con
il segno v quelle atoniche, abbiamo il
seguente schema:
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v
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v
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v
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v
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v
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Stràcci di nùbi fuggènti
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v
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v
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e frède stèlle silènti
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v
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in cièlo
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In tèrra
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v
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un fiòco barlùme
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v
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v
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v
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in ùn tremòr lontàno:
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v
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v
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vàna spème
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v
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v
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v
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pèrsa nel tèmpo
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Come evidenziato dalle grafica, i
versi non sono omogenei e variano daltrisillabo all’ottonario. I versi 1-7-8 sono caratterizzati
dall’ictus iniziale con prevalenza della struttura lunga - breve
che crea
un ritmo discendente - ascendente. I versi 2-3-4-5-6, hanno il primo piede invertito con la successione breve
- lunga, creando un ritmo ascendente - discendente.
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