BREVE CRONACA DI UN LIETO EVENTO:
ELEONORA
È una delle rare liriche che in
qualche modo toccano la vita del poeta. In questo caso si tratta di un lieto
evento: la nascita della bambina della nipote. Vengono ripercorsi sinteticamente
i momenti che hanno generato la nuova vita. La poesia si compone di tre
parti: il concepimento, la gestazione, il parto. Data la delicatezza
dell’argomento, tutto è visto in chiave simbolica e attraverso metafore.
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...E più e più volte
alto e vigoroso
si alzò il vento,
e quando si quietò,
a goccia a goccia
cadde la musica
celeste
sulla fertile terra.
Là un piccolo fiore,
forse un po’ sopito,
d’improvviso fu desto.
Nutrito
nel suo tepido seno
prosperò,
e quando il suo
tempo
fu trascorso,
con gran fragore
sbucò
dalla umida terra,
…e s’inebriò di luce.
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Metrica: Tre strofe di varia
lunghezza con versi liberi e enjambement.
v.1-7: La poesia inizia con dei
puntini che presuppongono un percorso precedentemente
avviato, di cui non si fa cenno. Il
vento che si alza allude simbolicamente all’erezione del pene, alto e vigoroso alla virilità del
marito, e più e più volte, alla
ripetizione nel tempo dell’atto sessuale. Quando
si quietò rappresenta la fine del rapporto con l’eiaculazione a goccia a goccia. Il seme maschile è
definito con la metafora musica celeste
per santificare il cristiano concepimento. Anche la fertile terra è una metafora che allude all’utero femminile.
v.8-10: Il piccolo fiore rappresenta simbolicamente l’ovulo che è stato
fecondato d’improvviso fu desto. Il forse un po’ sopito si riferisce alla
precedente mancanza dell’atto sessuale, e quindi anche al fatto che prima
l’ovulo non era stato raggiunto dallo spermatozoo.
v.11-19: Nutrito allude all’embrione che è alimentato nell’utero tepido seno (metafora e sineddoche) e
vuole simboleggiare la gioia e il calore tepido
che i futuri genitori già nutrono per la loro creatura. Prosperò evidenzia la crescita del feto
che da embrione diventa bambino. Quando
il suo tempo / fu trascorso sono i
nove mesi della gravidanza. Il gran fragore rappresenta sia il travaglio del
parto che i vagiti della neonata. L’umida
terra è una metafora per la placenta che si rompe con la fuoriuscita delle
acque. Sbucò indica l’uscita della
bambina con la testa. L’inebriarsi di
luce sottolinea il passaggio dalla
oscurità dell’utero alla luminosità
della vita.
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