giovedì 27 ottobre 2016

autunno 2

È una poesia che descrive una stagione dell’anno, l’autun no, vista però attraverso gli occhi del poeta che non hanno quasi mai una visione idilliaca della realtà. Si notano infatti nella lirica, oltre ai segni naturali della stagione, anche le idee dell’autore espresse attraverso connotazioni non sempre positive.

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Alte nel cielo, 
teorie di neri uccelli 
volano 
a schiera larga e piana, 
finchè si perdono 
nell’orizzonte,
lontano. 
        Le foglie 
        già morte,
        sciamano sulla terra
        ormai fredda, 
        e spoglie le braccia 
        gli alberi tendono 
verso il Sole, 
che pallido, 
più non riscalda le cose, 
e dalla valle 
già sale la bruma:
è l’autunno fastidioso! 

Metrica: Tre strofe di sette e sei versi senza schema fisso e enjambement.
Titolo: Dà il tema di fondo.
v.1-7: La prima strofa sembra rappresentare una scena autunnale del tutto normale, ma alcune connotazioni negative, rivelano che anche qui è presente, pur in modo meno evidente, il pessimismo dell’autore. Gli uccelli, volando alti, sembrano appartenere ad un altro mondo e sono neri, un colore che, nell’immaginario collettivo, è segno di lutto, e per di più stanno lontano. L’avverbio, infatti, non si riferisce all’orizzonte. Si perdono, cioè scompaiono dalla vista.
v.8-13: Dal cielo l’attenzione si sposta sulla terra dove diventa protagonista la vegetazione. Le foglie sono paragonate ad api che sciamano sulla terra, e i rami braccia degli alberi rimangono nudi spoglie. Anche questa strofa è piena di desolazione, data dai vari termini negativi: morte, fredda, spoglie. Braccia, riferito agli alberi, è una antropomorfizzazione.
v.14-19: Il Sole che diventa pallido, cioè non emana più calore, evidenzia le caratteristiche di una stagione che preannuncia già l’inverno. La bruma è una sorta di nebbia fredda. Anche nella conclusione della poesia si nota una certa insofferenza del poeta per questo periodo, evidenziata dall’aggettivo fastidioso.


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