È una poesia che descrive una
stagione dell’anno, l’autun no, vista però attraverso gli occhi del poeta che
non hanno quasi mai una visione idilliaca della realtà. Si notano infatti nella
lirica, oltre ai segni naturali della stagione, anche le idee dell’autore espresse
attraverso connotazioni non sempre positive.
|
1
5
10
15
|
Alte nel cielo,
teorie di neri
uccelli
volano
a schiera larga e
piana,
finchè si perdono
nell’orizzonte,
lontano.
Le foglie
già morte,
sciamano sulla terra
ormai fredda,
e spoglie le braccia
gli alberi tendono
verso il Sole,
che pallido,
più non riscalda le
cose,
e dalla valle
già sale la bruma:
è l’autunno fastidioso!
|
Metrica: Tre strofe di sette e
sei versi senza schema fisso e enjambement.
Titolo: Dà il tema di fondo.
v.1-7: La prima strofa sembra
rappresentare una scena autunnale del tutto normale, ma alcune connotazioni
negative, rivelano che anche qui è presente, pur in modo meno evidente, il
pessimismo dell’autore. Gli uccelli,
volando alti, sembrano appartenere ad un altro mondo e sono neri, un colore che, nell’immaginario
collettivo, è segno di lutto, e per di più stanno lontano. L’avverbio, infatti, non si riferisce all’orizzonte. Si perdono, cioè scompaiono dalla vista.
v.8-13: Dal cielo l’attenzione si sposta sulla
terra dove diventa protagonista la vegetazione. Le foglie sono paragonate ad api che sciamano sulla terra, e i rami braccia
degli alberi rimangono nudi spoglie. Anche questa strofa è piena di
desolazione, data dai vari termini negativi: morte, fredda, spoglie. Braccia,
riferito agli alberi, è una
antropomorfizzazione.
v.14-19: Il Sole che diventa pallido,
cioè non emana più calore, evidenzia le caratteristiche di una stagione che preannuncia già l’inverno. La bruma è una
sorta di nebbia fredda. Anche nella conclusione della poesia si nota una certa
insofferenza del poeta per questo periodo, evidenziata dall’aggettivo fastidioso.
Nessun commento:
Posta un commento