È una lirica che ci presenta una
stagione vista nella sua decadenza con una natura sofferente, come un malato
all’ultimo stadio della sua malattia. L’unica nota di positività sono le ali
bianche dei gabbiani, attenuata però dal participio remiganti che indica una certa fatica nell’azione.
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Fragile
un cadèr lento
di foglie
e un vento freddo.
Bianche in cielo
ali di gabbiani
remiganti
e un mare,
che affannoso
respira,
ormai stanco.
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Metrica: Due quartine e una terzina
con versi liberi e enjambement.
Titolo: È il tema di fondo della
poesia.
v. 1-4: La quartina presenta le
caratteristiche di una stagione ormai avanzata con le foglie che cadono e il vento
già quasi invernale freddo. Fragile è
la caratteristica di tutto ciò che è terreno. Il cadèr lento sembra prolungare l’agonia della natura.
v.5-7: La terzina presenta
l’unica nota di positività con il colore bianco delle ali dei gabbiani.
v.8-11: L’ultima strofa ha per
oggetto il mare, visto in una sorta di
antropomorfizzazione, con il respiro affannoso,
tipico del malato giunto ormai alla fine. Stanco
sottolinea la fatica di vivere
che,
nelle poesie di Palazzini, è tipica anche
degli esseri inanimati. Le
tre strofe sono ellittiche: nella prima sono sottintesi i verbi si vede e si
sente, nella seconda si vedono, nella terza si vede.
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