domenica 23 ottobre 2016

vita nova

È una delle rare poesie in cui il poeta abbandona la vena pessimistica, che solitamente contraddistingue i suoi versi, per lasciare spazio ad una visione della realtà più ottimistica, con una natura che manifesta la sua voglia di vivere.

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Voli di rondini avide 
che bevono il cielo, 
e alti gli stridi 
rompono il silenzio. 
        Dal monte, 
        vasto un chiaròr
        si diffonde, 
        e ride il rio 
giù nella valle: 
è l’alba, 
e un nuovo giorno 
splende! 

Metrica: Tre quartine con versi a schema libero e enjambement.
Titolo: Costituisce il tema di fondo.
v.1-4: La gioia di vivere è rappresentata dai voli delle rondini che, in una sorta di frenesia collettiva, desiderose di vita avide / bevono il cielo e dai loro gridi che rompono il silenzio. La poesia è incentrata sulla interrelazione di alti e giù (ossimoro), a significare che cielo e terra sono interessati dallo stesso anelito alla vita.
v.5-9: Le note positive continuano con il chiaròr che è vasto e con il rio che ride. Solitamente il rio scende a valle con grande frastuono, in questa poesia invece, anche lui è tranquillo e gode di questo momento spensierato. Ride è una antropomorfizzazione.
v.10-12: La lirica si chiude con l’alba che sorge su un giorno splendente, augurio di un futuro migliore.



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