È una delle rare poesie in cui il
poeta abbandona la vena pessimistica, che solitamente contraddistingue i suoi
versi, per lasciare spazio ad una visione della realtà più ottimistica, con una
natura che manifesta la sua voglia di vivere.
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Voli di rondini
avide
che bevono il cielo,
e alti gli stridi
rompono il silenzio.
Dal monte,
vasto un chiaròr
si diffonde,
e ride il rio
giù nella valle:
è l’alba,
e un nuovo giorno
splende!
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Metrica: Tre quartine con versi a
schema libero e enjambement.
Titolo: Costituisce il tema di
fondo.
v.1-4: La gioia di vivere è
rappresentata dai voli delle rondini che, in una sorta di frenesia
collettiva, desiderose di vita avide
/ bevono il cielo e dai loro gridi che rompono
il silenzio. La poesia è incentrata sulla interrelazione di alti e giù (ossimoro), a significare che cielo e terra sono interessati dallo stesso anelito alla vita.
v.5-9: Le note positive continuano
con il chiaròr che è vasto e con il rio che ride.
Solitamente il rio scende a valle con grande frastuono, in questa
poesia invece, anche lui è tranquillo e gode di questo momento spensierato. Ride è una antropomorfizzazione.
v.10-12: La lirica si chiude con l’alba che sorge su un giorno splendente, augurio di un futuro migliore.
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