In questi versi il poeta abbandona il consueto
pessimismo per sostituirlo con una leggiera ironia, dovuta al tema particolare
che viene trattato, il sesso.
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Il sesso:
una grande invenzion
della natura.
Nell’animale
e nella pianta
fa sbocciàr la vita,
ma
nell’umana specie
anche il piacere.
Per
questo
Adamo
conoscer
volle
Eva,
la
sua sposa,
e
appresso a lui
Caino
ed
il fratello Abele.
Da allora,
molto tempo
è ormai passato,
e l’antico costume
abbandonato.
Non
basta più
una
donna
per
un uomo,
perché
il
piacèr più grande,
è
averne tante!
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Metrica:
Quattro strofe con versi a schema libero e enjambement.
Titolo:
È una metafora per sesso.
v.1-9: La poesia si apre con un tono tra il serio e
il faceto, sottolineato dall’espressione una grande invenzion. Il sesso è
comunque la forza che muove il mondo, rappresentato dall’animale e
dalla pianta. Ad esso si deve la riproduzione e quindi la
vita di tutti gli esseri viventi. L’avversativa ma, che occupa da
sola un verso, introduce la
caratteristica che distingue l’uomo da tutte le
altre creature: il piacere che prova
nell’atto sessuale.
v.10-17:
È per questo che Adamo / conoscer volle / Eva / la sua sposa,
e dopo di lui i suoi figli e poi tutti gli altri uomini. Conoscer
va inteso in senso biblico.
v.18-28:
Le ultime due strofe costituiscono, come sempre, il
commento, anche questa volta carico di ironia, del
poeta che non perde occasione per criticare il comportamento umano che devia
anche dalle più elementari regole della civile convivenza l’antico
costume (metafora) / abbandonato. Se una donna dà piacere,
il piacèr più grande / per un uomo / è averne tante!
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