lunedì 24 ottobre 2016

sono me stesso


Il poeta immagina di parlare con un interlocutore che gli pone una domanda che lo fa riflettere sulla sua vita passata.

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A chi somiglio ? Proprio non saprei,
ma da quel giorno che mi diè i natali,
di acqua sotto i ponti n’ è passata
e adesso sono vecchio, e stanco ormai.
               Nei miei ricordi dell’età più bella,
               c’è un Mario  molto forte e coraggioso,
               di carattere duro e tosto assai,
               che si metteva spesso in seri guai.
Adesso molte cose son cambiate:
con la famiglia occorre avere senno,
e con  l’esempio dar l’educazione
              al bravo figlio dall’amore nato
              ch’a tutti grandi gioie ha dispensato,
              ma ora sò chi son, sono me stesso!
Metrica: Sonetto in endecasillabi sciolti con enjambement.
Titolo: Costituisce il tema di fondo.       
v.1-4: La poesia inizia con la domanda dell’ipotetico interlocutore alla quale il poeta ex abrupto non sa dare una risposta, ma che lo fa riflettere velocemente sul suo passato, dalla nascita fino alla maturità. L’espressione acqua sotto i ponti  allude al trascorrere del tempo.
v.5-8: La quartina descrive sinteticamente il carattere del poeta in giovane età, molto simile a quello di tanti ragazzi suoi contemporanei che spesso commettevano sciocchezze seri guai (metafora). Era un temperamento virile molto forte e coraggioso, ma piuttosto impulsivo e granitico duro e tosto assai.
v.9-14: Le terzine sono dedicate interamente alla maturità, con le sopravvenute responsabilità, allegoricamente rappresentate dalla famiglia e dalla nascita del figlio che hanno profondamente modificato il suo comportamento e gli hanno fatto conoscere i veri valori della vita. Il poeta ha finalmente trovato la sua strada: adesso è se stesso. Son / sono è una paranomasia.     


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