REBECCA
È una
poesia dedicata alla nascita della primogenita di una
coppia di amici molto cari.
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…E cadde
il caldo seme
sulla fertile terra.
Cullato
amorevolmente
nel
suo tepore
crebbe,
e infine,
timidamente,
s’affacciò
sul grande prato
della vita:
Rebecca,
ti
sia
il
cammino dolce
come
il nome!
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Metrica:
Quattro strofe con versi a schema libero e enjambement.
Titolo:
È il nome dato alla bimba.
v.1-3: Tutta la poesia è costruita su evidenti
simbologie. I tre punti che precedono il primo verso presuppongono un antecedente
percorso di vita che qui non viene descritto. La prima strofa allude ai
rapporti sessuali tra i coniugi che hanno portato al concepimento della
piccola Rebecca. Il seme rappresenta gli spermatozoi maschili
che fecondano l’ovulo femminile la fertile terra (meafora). Caldo,
che si riferisce grammaticalmente al seme, simboleggia la tenerezza e
l’amore che lega i coniugi.
v.4-12: Il tepore è quello dell’utero e amorevolmente
si riferisce alle cure che la futura madre già dedica alla nascitura. L’affacciarsi
timidamente alla vita allude alla innocenza e alla mancanza di
consapevolezza che è tipica del bambino.
v. 13-16: La poesia termina con un caldo augurio del poeta
per un’esistenza sempre
felice cammino dolce. Rebecca è un nome biblico derivante
dall’ebraico Ribqah arrivato in italiano attraverso il greco Rhebekka e il
latino Rebecca di incerto significato, forse legame, che richiama i forti
sentimenti che si instaurano tra chi porta questo nome e i suoi familiari e
parenti.
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