lunedì 24 ottobre 2016

rebecca

REBECCA
È  una  poesia  dedicata  alla nascita  della  primogenita  di  una coppia di amici molto cari.

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…E cadde
il caldo seme
sulla fertile terra.
Cullato
amorevolmente
nel suo tepore
crebbe,
e infine,
timidamente,
s’affacciò
sul grande prato
della vita:
Rebecca,
ti sia
il cammino dolce
come il nome!

Metrica: Quattro strofe con versi a schema libero e enjambement.
Titolo: È il nome dato alla bimba.
v.1-3: Tutta la poesia è costruita su evidenti simbologie. I tre punti che precedono il primo verso presuppongono un antecedente percorso di vita che qui non viene descritto. La prima strofa allude ai rapporti sessuali tra i coniugi che hanno portato al concepimento della piccola Rebecca. Il seme rappresenta gli spermatozoi maschili che fecondano l’ovulo femminile la fertile terra (meafora). Caldo, che si riferisce grammaticalmente al seme, simboleggia la tenerezza e l’amore che lega i coniugi.
v.4-12: Il tepore è quello dell’utero e amorevolmente si riferisce alle cure che la futura madre già dedica alla nascitura. L’affacciarsi timidamente alla vita allude alla innocenza e alla mancanza di consapevolezza che è tipica del bambino.
v. 13-16: La poesia termina  con un  caldo augurio del poeta
per un’esistenza sempre felice cammino dolce. Rebecca è un nome biblico derivante dall’ebraico Ribqah arrivato in italiano attraverso il greco Rhebekka e il latino Rebecca di incerto significato, forse legame, che richiama i forti sentimenti che si instaurano tra chi porta questo nome e i suoi familiari e parenti.


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