martedì 25 ottobre 2016

l'orologio a pendolo

È una  poesia dal sapore fortemente pessimistico che vuol rappresentare attraverso l’oscillazione del pendolo l’allegoria della morte. Da qui il titolo.

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Infaticabile
emette
macabri suoni
e fatalmente
oscilla
ora di qua, ora di là,
implacabile.
Gran maestro
dell’orribile orchestra,
ad ogni gesto
addita
la vittima predestinata
alla perfida sorte
e inesorabile
la getta
nel vortice
dell’eterno oblio.

Metrica: Due strofe a schema libero con enjambement.
v.1-7: La strofa e tutta la poesia sono caratterizzate da una aggettivazione fortemente negativa che dà ai versi un senso di tragicità e di impotenza di fronte al problema insormontabile della morte. La sua è una azione inarrestabile infaticabile e ineluttabile fatalmente che coinvolge ogni forma di vita senza possibilità di scampo implacabile. Il qua e ilrappresentano emblematicamente tutti i luoghi dove la morte ghermisce le sue prede.
v.8-17: Il pendolo è rappresentato come un gran maestro che dirige una orchestra malefica orribile. Ad ogni movimento della bacchetta del direttore, cioè ad ogni oscillazione del pendolo, cade una nuova vittima imprigionata in un meccanismo perverso perfida sorte. Dagli ultimi versi si intuisce in modo molto chiaro  il pensiero dell’autore, che, essendo agnostico, dubita fortemente che dopo la morte fisica esista una resurrezione dell’anima, per cui tutto finisce nell’oblio. Per questo tutta la poesia  è dominata dal più cupo pessimismo.

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